mercoledì 28 marzo 2018

Quinto Sestio,Sestio Nigro e l'alimentazione - La Scuola dei Sestii.




                   


Quinto Sestio e Sestio Nigro al tempo di Augusto proibivano il consumo di carne e condannavano i giochi del circo.


Hic homini satis alimentorum citra sanguinem esse credebat et crudelitatis consuetudinem fieri ubi in voluptatem esset adducta laceratio.
- Quinto Sestio

« Sestio riteneva che l’uomo avesse abbastanza per nutrirsi anche senza spargere sangue, e che divenisse un’abitudine alla crudeltà lo squarciare gli animali per il piacere della gola. Aggiungeva poi che bisogna limitare gli incentivi alla dissolutezza; concludeva che gli alimenti di varia qualità sono contrari alla salute e dannosi al nostro corpo. »
- Lucio Anneo Seneca



Quinto Sestio, Sestio Nigro e l'alimentazione vegetariana

Seguono alcuni estratti dal "Colloque" "La scuola dei Sestii" [article]
Actes du colloque de Rome (17-19 mai 1990)


Q. Sestio, il fondatore della scuola

Della scuola filosofica dei Sestii poche tracce si sono conservate. Che si trattasse di una vera e propria scuola (seda) è attestato esplicitamente dal filosofo Seneca. Chi ne fosse stato il fondatore si ricava, implicitamente, ancora dalla stessa fonte, che parla della Sextiorum . . . seda 5, riferendosi, con il plurale, a Q. Sestio e al figlio di lui Sestio Nigro. Quando la scuola abbia avuto inizio risulta, anche questo implicitamente, dal medesimo Seneca, il quale ci informa che Quinto Sestio rifiutò il laticlavio, a cui pure per condizione di nascita avrebbe potuto aspirare, offertogli da Giulio Cesare6: dunque, probabilmente, negli anni tra il 48 (dopo Farsalo) e il 44 (prima degli idi di marzo) : di qui si può fondatamente ricavare che Sestio fosse nato non dopo il 70. Quando Cesare gli offre un posto in senato, evidentemente la scelta radicale della vita filosofica da parte di Quinto Sestio non era ancora generalmente nota in Roma, altrimenti Cesare non lo avrebbe invitato ad entrare nel vivo della vita politica, assumendovi responsabilità. Dunque gli inizi della scuola sembrano potersi fissare negli anni intorno alla morte del dittatore. Quanto esattamente durò la scuola non siamo in grado di dire. Secondo Seneca essa inter initia sua, cum magno impetu coepisset, extincta est (N.Q. 7.32.3).

Delle vicende della vita di Sestio padre, fondatore della scuola, non sappiamo quasi niente.
È attestato che fu anche ad Atene, per ragioni di studio (Plin., N.H. 18.273) : probabilmente negli anni della sua formazione, dunque prima che Cesare gli offrisse il laticlavio.
Lì compì la sua scelta - che fu poi definitiva - per la vita contemplativa.Questo è il senso dell'analogia documentata dal citato passo di Plinio il Vecchio, di certi suoi comportamenti ispirati alla scelta del βίος θεωρητικός paragonata a quella di Democrito.
Era noto come autore di un liber (Sen. ep. 64, 2-3) a cui aveva consegnato il suo insegnamento filosofico. Furono suoi discepoli diretti: il figlio Sestio Nigro; Papirio Fabiano (cum Sextium audiret : Sen., Controv. 2 pr. 4),proveniente dalla retorica; L. Crassicio Pasicle, proveniente dalla professione di grammatico9. Dei Sestii (padre e figlio) fu seguace Cornelio Celso, l'autore del De medicina (Quindi., 10.1.124), presumibilmente in anni successivi a quelli in cui Fabiano seguiva Sestio (indicato semplicemente con il nomen : il padre, dunque) 10. 
Non propriamente aderenti alla scuola sestiana ma piuttosto semplici uditori di filosofi sestiani,e variamente da essi influenzati, probabilmente quando i due Sestii erano già morti (in quanto sono presentati come uditori di Fabiano) furono : il retore C. Albucio Silo, di Novara (Sen., Controv. 7, pr. 4); il filosofo Seneca, ammiratore dell'opera di Sestio Padre (non ne ascoltò, dunque, le lezioni), ascoltatore di Fabiano, oltre che lettore di suoi libri (Sen. ep. 100, 12). Inoltre : Seneca Padre mostra di conoscere bene Fabiano, ma piuttosto come declamatore che come filosofo (egli non risulta uditore dei due Sestii) : dalla sua filosofia, egli, qui philosophiam oderat (Sen. ep. 108.22), non possiamo asserire che sia stato influenzato. Il filosofo Sozione, uno dei maestri di Seneca, conosceva molto bene le teorie di Sestio Padre sul vegetarianismo ed era in grado di esporne particolareggiatamente le motivazioni (Sen., ep. 108. ΠΙ 8). Quanto ad Albucio Silo in particolare11, ci fu un periodo della sua vita in cui, declamatore noto per la sua impulsività e incostanza, si dedicò, omnibus omissis rebus (Sen., Controv. 7 pr. 4), ad ascoltare le lezioni di Papirio Fabiano, benché egli fosse molto più anziano del filosofo, delle quali prendeva diligentemente appunti; in quel tempo riempiva in maniera inopportuna e senza misura le sue declamazioni di trattazioni filosofiche 12.
 - Pag. 110,111,112

Come abbiamo già accennato,Quinto Sestio aveva fatto la scelta di vita vegetariana: proponeva ai discepoli l'astensione dalle carni per quattro motivi : ci sono, per l'uomo, alimenti a sufficienza anche se si rinunzia ai cibi carnei; macellando gli animali ci si abitua alla crudeltà; la mensa ricca di cibi carnei è un incentivo al lusso; la varietà degli alimenti (vale a dire, cibi carnei e cibi vegetariani) è dannosa alla salute
(Sen., ep. 108.18).
La singolarità di Sestio filosofo e la sua novità e capacità dirottura con la tradizione filosofica romana ormai nettamente affermata per opera di Cicerone emerge anche dal fatto che egli scrisse il suo liber in greco.
- Pag. 115

Osserviamo che nel pensiero di Sestio padre si individuano elementi: 1)di origine pitagorica(la pratica dell'esame di coscienza; il vegetarianismo); 2) vagamente platonici (la teoria dell'anima);3) stoici (la figura del sapiente).
Quanto al vegetarianismo di Sestio, sappiamo che le sue motivazioni non includevano l'accettazione della metempsicosi. Nulla di cinico nel suo pensiero : egli non condannava lo Stato come istituzione ma,semplicemente, mentre ne riconosceva l'utilità delle funzioni,proclamava la scelta della non partecipazione del sestiano alle varie occupazioni pubbliche che competono al cittadino. L'unico filosofo con il quale Sestio è messo esplicitamente in connessione è Democrito,per la sua scelta della vita contemplativa.
- Pag. 124

Fonte: La scuola dei Sestii [article]
Actes du colloque de Rome (17-19 mai 1990)

Lana Italo. La scuola dei Sestii. In: La langue latine, langue de la philosophie. Actes du colloque de Rome (17-19 mai 1990) Rome : École Française de Rome, 1992. pp. 109-124.
(Publications de l'École française de Rome, 161)

Come segnalato nel Pdf,l'opera è pubblicata con la seguente Licenza:

Creative Commons License

martedì 13 marzo 2018

Il Latte di soia fa male? Controindicazioni ed effetti collaterali


Gli esperti di Wikonsumer ti mostrano le controindicazioni del latte alla soia

Le controindicazioni e gli effetti collaterali della bevanda alla soia sul web spesso sono frammentate e contraddittorie. Quando è sconsigliato assumere il latte di soia? Ci sono dei risvolti negativi? Possiamo affermare che il latte di soia fa male?

All'interno di questa pagina andremo a rispondere a questi e a molti altri quesiti, grazie alle analisi e agli studi approfonditi - e sempre verificati - degli esperti di Wikonsumer. Tutte le domande su controindicazioni ed effetti collaterali della bevanda alla soia che ti sei sempre posto, oggi avranno finalmente risposta!
Indice della pagina...


Il quesito più dibattuto e studiato è sicuramente quello della cancerogenicità della soia. Il latte di soia fa male? La scienza è attualmente divisa su questo argomento. La bevanda alla soia contiene inoltre sostanze antinutrienti che impediscono l'assorbimento di altre sostanze utili.

Per informarti su queste e sulle altre controindicazioni del latte di soia, ti invitiamo a leggere e scoprire i contenuti di questa pagina, creata dal team di esperti di Wikonsumer.


1.Il latte di soia fa male alla tiroide?


Diversi studi si sono concentrati sul rapporto tra soia e tiroide mostrando che gli isoflavoni della soia interferiscono con la funzionalità tiroidea. Nessun pericolo viene corso per i soggetti con una dieta varia e una normale funzionalità tiroidea, ma solo per particolari categorie: i bambini, chi soffre di disfunzioni tiroidee (ipo- o iper-tiroidismo, tiroidite autoimmune, morbo di Hashimoto) e chi assume farmaci per la tiroide 1.
Gli isoflavoni della soia e la funzione tiroidea

I disturbi legati alla tiroide sono tra le malattie endocrine (cioè malattie che alterano la normale concentrazione di ormoni) più comuni. Molte sostanze sono in grado di interferire con l'attività della tiroide: tra questi gli isoflavoni della soia.

Gli isoflavoni contenuti nella soia, come genisteina e daidzeina, sono dei fitoestrogeni, sostanze di origine vegetale simili agli estrogeni. Proprio per questa loro caratteristica, intervengono in molteplici equilibri ormonali, compreso quello degli ormoni tiroidei.

Gli ormoni tiroidei (T4 e T3) vengono secreti dalla tiroide. Gli isoflavoni causano una diminuzione della produzione di questi ormoni. Tale carenza, associata ad una deficienza di iodio, provocherebbe un continuo e aumentato stimolo della tiroide, portando a ipotiroidismo. Questo causerebbe l’insorgenza di noduli alla tiroide, fino alla sopraggiunta del gozzo 2.

Per questo, chi ha già una funzionalità tiroidea compromessa, dovrebbe evitare il consumo di alimenti derivati dalla soia, sia fermentata che non, in quanto dannoso per la tiroide.

Gli isoflavoni non sono degradati durante i processi fermentativi, pertanto anche in caso di consumo di alimenti a base di soia fermentata(natto, tempeh e miso), le raccomandazioni restano inalterate 3.
Soia e farmaci: EUTIROX

Il trattamento dell’ipotiroidismo è attualmente basato sulla somministrazione della levotiroxina sodica (L-T4), prodotto sostanzialmente identico all’ormone tiroideo T4. La levotiroxina è abitualmente commercializzata sotto forma di compresse (Eutirox, Tirosint, Levotiroxina).

Coloro che assumono questi farmaci devono porre in atto qualche cautela: la soia infatti può interferire con l'assorbimento di questi medicinali e renderli di conseguenza meno efficaci 4.
Soia e formule per l'infanzia

In diversi studi è stato dimostrato come i neonati a cui vengono dati, durante la fase di svezzamento, preparati a base di soia siano maggiormente predisposti a sviluppare disfunzioni tiroidee.

Il numero dei disturbi tiroidei a cui sono soggetti è tre volte superiore a quello a cui sono soggetti i loro fratelli e sorelle allattati diversamente.

Anche per questo motivo l’OMS sconsiglia l’utilizzo di alimenti per infanti a base di soia 


Bibliografia - Mostra le fonti attendibili di questo articolo »

Norman A. Mazer “Interaction of Estrogen Therapy and Thyroid Hormone Replacement in Postmenopausal Women” Thyroid, Vol14 (1), 2004

Mark Messina, Geoffrey Redmond “ Effects of Soy Protein and Soybean Isoflavones on Thyroid Function in Healthy Adults and Hypothyroid Patients: A Review of the Relevant Literature” Thyroid Vol 16, (3), 2006.

Zasshi Tokyo Ika Daigaku.”Experimental studies on the nutritive value of fermented soy beans” .Nov;23(6):367-70, 1985.

Sathyapalan , Manuchehri AM, Thatcher NJ, Rigby AS, Chapman T, Kilpatrick ES, Atkin SL.”The effect of soy phytoestrogen supplementation on thyroid status and cardiovascular risk markers in patients with subclinical hypothyroidism: a randomized, double-blind, crossover study” J Clin Endocrinol Metab. 96(5):1442-9, 2011

Crawford BA, Cowell CT, Emder PJ, Learoyd DL, Chua EL, Sinn J, Jack MM. Iodine toxicity from soy milk and seaweed ingestion is associated with serious thyroid dysfunction. Med J Aust 193(7):413-5, 2010 2.


Può provocare diarrea, stitichezza e gonfiore

Nei soggetti particolarmente sensibili, come chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile, il consumo di prodotti a base di soia provoca meteorismo e flatulenza, episodi di diarrea, gonfiore addominale o stipsi (stitichezza). Questi episodi sono dovuti alla presenza di sostanze anti-nutrizionali come i galattani e gli inibitori della tripsina. Maggiore è il quantitativo di acqua che il derivato di soia contiene, maggiore sarà la concentrazione di fattori anti-nutrizionali: attenzione dunque a yogurt e alla bevanda alla soia se soffrite di problematiche intestinali 1.
I responsabili: Galattani e inibitori della tripsina

I galattani sono zuccheri a corta catena che risultano scarsamente digeribili e/o assorbibili nel piccolo intestino. Tale difficoltà è data principalmente da una mancanza fisiologica di enzimi deputati alla loro digestione. Per questo motivo, i galattani diventano residui di cibo non assimilato, che richiamano acqua e vengono fermentati dai microrganismi della flora batterica per trarne energia (microbioma intestinale) 2. L'attività fermentativa libera gas, con conseguenti e molteplici disturbi gastrointestinali.

Un'altra categoria di nutrienti che risulta difficilmente utilizzabile nei prodotti derivati della soia sono le proteine. La soia stessa, infatti, contiene sostanze in grado di inibire la tripsina, ovvero l'enzima deputato alla loro assimilazione. Non potendo svolgere il proprio lavoro al meglio, la digestione proteica risulta compromessa e si manifestano, anche in questo caso, disturbi a livello gastrointestinale 3.

Sintomi

Ecco spiegato perché la bevanda alla soia gonfia la pancia. Tale bevanda, inoltre, causa anche un insieme di fastidi intestinali, la cui intensità e sintomatologia, è altamente soggettiva: si possono avere problemi di meteorismo, formazione di gas, flatulenza, senso di gonfiore, crampi addominali. Inoltre c’è una relazione tra latte di soia e diarrea o -all’opposto- con stitichezza persistente.Tali spiacevoli inconvenienti, sono strettamente legati alla quantità assunta, che risulta essere diversa per ogni soggetto 4.

Rimedi e soluzioni

L’unico modo per allontanare quasi completamente i diversi fattori anti-nutrizionali è quello di sottoporre la soia a lungo ammollo con ricambio di acqua, lunga cottura e fermentazione. Per chi soffre di questi problemi è preferibile, quindi, il solo consumo di prodotti derivati della soia fermentata come miso, natto e tempeh e consumare solo in piccole quantità prodotti come la bevanda alla soia 5.

Ricapitoliamo qui dunque alcuni effetti collaterali del latte di soia

-diarrea
-stitichezza e stipsi
-gonfia la pancia


Bibliografia - Mostra le fonti attendibili di questo articolo »

Drossman DA, Corazziari E, Delvaux M et al. Rome III: the functional gastrointestinal disorders, third edition. Ed. Degnon Associates: McLean Virginia, 2006.

Liener I.E. – Implications of antinutritional component in soy foods – Crit Rev Food Sci Nutr., 1994;34(1):31-67

Sarwar Gilani G1, Wu Xiao C, Cockell KA “Impact of antinutritional factors in food proteins on the digestibility of protein and the bioavailability of amino acids and on protein quality”. Br J Nutr. 2012 Aug;108 Suppl 2.

Longstreth GF, Thompson WG, Chey WD et al. Functional bowel disorders. Gastroenterology 2006;130:1480-91

Anderson R.L., Wolf W.J. – Compositional changes in trypsin inhibitors, phytic acid, saponins and isoflavones related to soybean processing – J Nutr., 1995, 125:581S-588S


3.Contiene degli antinutrienti

Il latte di soia fa male? Questo è un dubbio che spesso insorge nei consumatori. In effetti ha alcune controindicazioni. Il latte di soia influisce negativamente nella digestione e assorbimento di alcuni nutrienti poichè contiene degli antinutrienti!
Gli antinutrienti dei legumi.

Come molti legumi e cereali, la soia contiene alcuni antinutrienti. I principali sono l’acido fitico, gli inibitori della tripsina e le saponine. Sono contenuti maggiormente nella parte più esterna pertanto la loro quantità è fortemente influenzata da eventuali operazioni di decorticatura. Inoltre alcuni zuccheri (galattosidi) contenuti nella soia ed in molti legumi posso essere la causa di flatulenza.
Acido fitico

L’acido fitico lega molti minerali formando i fitati. Questi composti non permettono il successivo assorbimento da parte del nostro intestino di zinco, calcio, ferro e magnesio. La germinazione della soia utilizzata per la preparazione di bevande vegetali ha dimostrato una riduzione dei fitati aumentando sensibilmente la disponibilità dei minerali. 1

Altra tecnologia utilizzata può essere la fermentazione tramite l’azione dei batteri tramite un duplice meccanismo:
- l’azione di enzimi batterici che riescono a scindere i legami dei fitati. Attenzione perchè non tutti microrganismi posseggono quest’enzima.
- abbassando il pH (favorendo l’azione degli enzimi già presenti nei legumi).

Inibitori della tripsina

Gli inibitori della tripsina sono delle sostanze, tra cui la lectina, che inibiscono l’attività dell'enzima pancreatico che permette di digerire le proteine. In ogni modo, in seguito a trattamenti con calore, una buona parte di questi composti è in realtà assente al momento del consumo, e le proteine risultano denaturate, fattore che ne migliora la digeribilità e ne permette un buon utilizzo. 2

Saponine

Sono tossiche se ingeriti in grande quantità! Attualmente, però, diversi studi dimostrano la capacità delle saponine di avere effetti positivi quali: la modulazione del sistema immunitario, diminuzione del colesterolo, diminuzione del rischio di cancro e diminuzione della risposta insulinica. Oltre a ciò, è in grado di diminuire il rischio di sviluppare calcoli renali3 4, ovviamente se assunti in basse quantità.

Antinutrienti e vitamine

E’ stato dimostrato che la presenza di antinutrienti nella soia causa una maggiore richiesta di vitamine tra cui la A, B12, D ed E. 5 Gli inibitori della tripsina sono inoltre correlati con un diminuito assorbimento della vitamina B12. 6

Il tofu

Il tofu può essere prodotto sia tramite l'utilizzo di coagulanti delle proteine sia grazie l'azione della fermentazione. Tali metodi di preparazione con trattamenti termici e azioni di enzimi batterici permettono la diminuzione della quantità di inibitori della tripsina e l'acido fitico. 7

Bibliografia - Mostra le fonti attendibili di questo articolo »

Food Quality Improvement of Soy Milk Made from Short-Time Germinated Soybeans Susu Jiang, Weixi Cai and Baojun Xu.

http://www.treccani.it/enciclopedia/legumi_(Universo-del-Corpo)/

John Shi, Konesh Arunasalam, David Yeung, Yukio Kakuda, Gauri Mittal, and Yueming Jiang. Saponins from Edible Legumes: Chemistry, Processing, and Health Benefits. Journal of Medicinal Food, 7(1): 67-78.

Shuichi Kamo, Shunsuke Suzuki, and Toshiro Sato. The content of soyasaponin and soyasapogenol in soy foods and their estimated intake in the Japanese.

Liener I.E. Implications of antinutritional components in soybean foods. Crit Rev Food Sci Nutr. 1994;34(1):31-67.

http://americannutritionassociation.org/newsletter/downside-soybean-consumption-0

D. Agrahar Murugkar. Effect of sprouting of soybean on the chemical composition and quality of soymilk and tofu. Journal of Food Science and Technology, 51 (5): 915–921
4.Soia e Tumore


La comunità scientifica giorno per giorno cerca di dare una risposta chiara sul ruolo degli isoflavoni contenuti nella soia nella eliminazione o nella comparsa dei tumori. Consigliamo di consumare prodotti contenenti soia con prudenza e di chiedere, nel caso di patologie già conclamate, consiglio al proprio medico curante. In particolar modo l'assunzione di soia è sconsigliabile per chi già ha un tumore o per chi l'ha avuto.
Soia e tumore al seno

La soia è il legume più ricco di proteine (oltre il 40%) e presenta un alto contenuto di isoflavoni, i fitoestrogeni, un gruppo di sostanze di derivazione vegetale, strutturalmente e funzionalmente simili all’estradiolo (ormone sessuale femminile), estrogeno prodotto dalle ovaie.
Evidenze a favore

Numerosi studi scientifici hanno mostrato come la soia possa giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione del tumore. Due studi, ad esempio, hanno riportato il ruolo protettivo del consumo di soia durante l’adolescenza nei confronti del rischio di cancro in post menopausa.1 2

E' stato evidenziato come una dieta ricca di alimenti a base di soia e derivati decresca i livelli di estradiolo nel sangue. Questo è importante perchè in alcuni tumori, (come appunto il cancro al seno), le cellule cancerose rispondono alla quantità di ormoni circolanti.3

Molti studi epidemiologici hanno da sempre riportato la bassa incidenza del tumore al seno in tutti quei paesi con un alto consumo di soia (soprattutto i paesi Asiatici, Cina, Giappone, rispetto ai paesi occidentali).4

L’assunzione di isoflavoni di soia potrebbe ridurre il rischio di cancro al seno per le donne in pre- e post-menopausa nei paesi asiatici. Tuttavia, per le donne nei paesi occidentali, pre- o post-menopausa, non ci sono prove che suggeriscono un'associazione tra l'assunzione di isoflavoni di soia e il cancro al seno.5

Nonostante il gran numero di studi non è emerso un consenso chiaro circa l'azione dei fitoestrogeni nei confronti del cancro al seno.

Molti studi infatti affermano che i fitoestrogeni non abbiano una azione preventiva nei confronti del cancro al seno 101112.

Motivi per adottare prudenza

Altri studi, invece, dimostrano come gli isoflavoni della soia possano aumentare la proliferazione delle cellule tumorali. Questo non significa necessariamente che favoriscano la comparsa del tumore, ma che un tumore in essere potrebbe progredire e diffondersi più rapidamente. 6 Pertanto l'assunzione di soia è sconsigliabile per chi ha il tumore o per chi l'ha avuto.

La soia potrebbe aumentare la proliferazione delle cellule del seno nelle donne in pre-menopausa 13.

Alcuni studi infine supportano l'opinione che l'esposizione per un lungo periodo agli estrogeni (ai quali i fitoestrogeni contenuti nella soia sono simili) ha una significativa influenza sul rischio di sviluppare un cancro al seno 14.
Soia e cancro al colon

Nessuno studio ha affermato che il consumo di "burro" di soia fa male e che lo associa al rischio di cancro del colon-retto.

Tuttavia il consumo di soia è stato associato ad una riduzione di circa il 21% del rischio di sviluppare il cancro del colon-retto nelle donne, ma tale effetto non è stato osservato negli uomini. 7

Inoltre è stato osservato come le saponine, sostanze presenti nella soia, potrebbero essere efficaci nel prevenire il cancro al colon alterando le cellule e gli enzimi implicati nella loro crescita.8

Le membrane cellulari tumorali contengono più colesterolo, delle membrane cellulari normali, e le saponine potrebbero legarsi più facilmente a loro, innescando così la loro distruzione.
Soia e cancro alla prostata

Uno studio asiatico ha rilevato una correlazione tra gli isoflavoni e la proliferazione di cancro alla prostata pre-esistente.9
Soia nella margarina

Alcuni burri vegetali e margarine contengono soia, vi consigliamo di consumare un'alternativa più "sicura", come il burro di mandorle, più correttamente definito come margarina di mandorle.

Fonti
Bibliografia - Mostra le fonti attendibili di questo articolo »

Shu XO, Jin F, Dai Q et al. (2001) “Soyfood Intake during Adolescence and Subsequent Risk of Breast Cancer among Chinese Women.” Cancer Epidemiol Biomarkers

Wu AH et al. (2002) “Adult and adolescence soy intake and risk of breast cancer in Asian-Americans” Carcinogenesis.

Lu LJ et al. (2000). “Decreased ovarian hormones during a soya diet: implications for breast cancer prevention.” Cancer Res.

Nagata C et al. (1997). “Decreased serum estrogen concentration associated with high dietary intake of soy products in premenopausal Japanese women.” Nutr Cancer.

Meinan Chen et al. (2014). “Association between Soy Isoflavone Intake and Breast Cancer Risk for Pre- and Post-Menopausal Women: A Meta-Analysis of Epidemiological Studies”. Plos one

Van Duursen MB et al. (2011) “Genistein induces breast cancer-associated aromatase and stimulates estrogen-dependent tumor cell growth in in vitro breast cancer model.” Toxicology

Lin Yan et al. (2010). “Soy Consumption and Colorectal Cancer Risk in Humans: A Meta-Analysis” Cancer Epidemiol Biomarkers Prev.

Cheng-Yu Tsai et al. (2010). “Effect of soy saponin on the growth of human colon cancer cells”. World J Gastroenterol

Hideyuki Akaza et al.(2002) "Is Daidzein Non-metabolizer a High Risk for Prostate Cancer?" Jpn J Clin Oncol 2002;32(8)296–300 A Case-controlled Study of Serum Soybean Isoflavone Concentration

Tonkelaar den I, Keinan-Boker L, Veer van't P, Arts CJM, Adlercreutz H, Thijssen JHH, Peeters PHM. Urinary phytoestrogens and postmenopausal breast cancer risk. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2001; 10:223-228.

Shannon J, Ray R, Wu C, Nelson Z, Gao DL, Li W, Hu W, Lampe J, Horner N, Satia J, Patterson R, Fitzgibbons D, Porter P, Thomas D. Food and botanical groupings and risk of breast cancer: a case-control study in Shanghai, China. CancerEpidemiol Biomarkers Prev 2005; 14:81-90.

Travis RC, Allen NE, Appleby PN, Spencer EA, Roddam AW, Key TJ. A prospective study of vegetarianism and isoflavone intake in relation to breast cancer risk in British women. Int J Cancer 2008; 122:705-710.

McMichael-Phillips DF, Harding C, Morton M, Roberts SA, Howell A, Potten CS, Bundred NJ. Effects of soy-protein supplementation on epithelial proliferation in the histologically normal human breast. Am J Clin Nutr 1998; 62(Suppl 6):1431-1435.

Clemons M, Goss P. Estrogen and the risk of breast cancer. N Engl J Med 2001; 344:276-285.

Creative Commons License

domenica 4 marzo 2018

Anima animali



La concezione spiritualistica dell’anima come sostanza immateriale distinta dal corpo, fu espressa per la prima volta da Platone e dai neoplatonici i primi a porsi il problema dell’origine dell’anima che per loro ha carattere divino e deriva dall’Uno, cioè Dio, in un processo di emanazione.

Per Aristotele l’anima è la forma dell’essere vivente, è il principio vitale che determina la struttura e il movimento. Aristotele stabilisce una gerarchia di anime a seconda delle funzioni delle classi a cui appartengono, dai meno perfetti ai più perfetti: l’anima vegetale, quella sensitiva e quella intellettiva.

Nel Medioevo, sia presso gli arabi che in Occidente prevale la visione aristotelica dell’anima come forma del corpo e come principio vitale.

Giordano Bruno, filosofo e scrittore italiano (1548-1600): “Vi è una differenza di quantità non di qualità tra l’anima dell’uomo, quella dell’animale e quella delle piante.”

Goffried W. Von Leibnitz, filosofo e matematico tedesco (1646-1716): “Io credo che le anime degli animali siano imperiture. L’idea che Dio annienti l’anima dell’animale non ha alcun fondamento né logico né teologico. Pure S. Giovanni Crisostomo parla dell’immortalità dell’anima degli animali.

Pierre Bayle, filosofo francese, calvinista, (1647-1706): “Nemmeno i filosofi della Scolastica sono in grado di produrre le prove che gli animali siano privi di anima o che gli uomini siano di natura diversa da quella degli animali. Aristotele e Cicerone all’età di un anno non avevano pensieri più sublimi di quelli di un cane. Altrimenti l’anima del bambino è diversa di quella di un adulto.”

Plutarco, filosofo greco, (45-125): “Per un pezzetto di carne togliamo l’anima agli animali e li priviamo della luce del sole e della vita”.

Anassimandro: “Il .principio vitale degli uomini e degli animali è lo stesso”.

Giustino Martire: “Tutte le anime”, domandò allora, “discendono indifferentemente in ogni essere vivente o l’anima dell’uomo differisce da quella del cavallo o dell’asino?” No, sono tutte identiche in tutti,”rispose”

S. Giuseppe da Copertino resuscitò una dopo l’altra le pecore di un gregge ucciso da una grandinata
Pitagora e Anassagora sostenevano che le anime degli animali erano imperiture. Ugualmente affermava Orfeo (come voi hanno un’anima), Talete (tutte le cose sono animate), Empedocle, gli Stoici, Zarathustra.

Versetto musulmano: “Godremo, nei regni del cielo, la beatitudine dell’eterno amore quando l’uomo, libero da affanni e pene, abiterà in cielo con uccelli e fiere”.

Nella dottrina Gnosi della Siria del IV sec. la rivelazione sull’origine delle anime degli uomini e degli animali plasmate nei cieli dalle gerarchie angeliche.

La filosofia ermetica degli Alchimisti del XIII – XIV sec.: “Il fuoco elementare di cui voi dubitate è l’anima. E’ in tutte le cose che hanno spirito e anima, in tutti gli animali volanti e terrestri e nei vegetali”.

Anima o pneuma nella Bibbia

Il sostantivo pneuma usato indifferentemente per indicare lo spirito degli uomini come quello degli animali. A tal proposito leggiamo in Ecclesiaste 3,18-21:”C’è un soffio vitale per tutti.” Ed in Sap.II 23-26: Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose2.” E ancora in Gb.12,7-10: Egli ha in mano l’anima di ogni vivente ed il soffio di ogni carne umana.”

“La sorte degli uomini e quella degli animali è la stessa. C’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie perché tutto è vanità.” (Eccl. 3, 18-21).

“Egli ha in mano l’anima di ogni vivente ed il soffio di ogni carne umana.” (Gb. 12,10).

“Ecco l’ippopotamo che io ho creato al pari di te mangia l’erba come il bue.” (40, 15).

“Se Egli richiamasse il suo spirito e a se ritornasse il suo soffio ogni carne morirebbe all’istante. (Gb. 34,14).

“Lo spirito del Signore riempie l’universo.” (Sap. 1,7).

“Dio, Dio degli spiriti di ogni essere vivente.” (Num. 16,22).

“La terra è piena delle tue creature, mandi il tuo Spirito sono create e rinnovi la faccia della terra”. (Sal. 103,24-30).

Ezechiele: “In quanto a voi, animali della terra, che avete sofferto a causa dell’uomo, verrà il giorno in cui preparerò una grande festa, un grande banchetto in cielo e voi gioirete alla presenza di Dio”.

Nell’ambito del Giudaismo, il Libro dei Misteri di Enoch. Enoch è un viaggiatore dei cieli. In uno dei suoi viaggi celesti arriva ad un cielo in cui le anime degli animali accusano gli esseri umani davanti al tribunale dei morti: “Tutte le anime degli animali, nella grande èra, hanno un posto per loro, un grande recinto, un grande pascolo nel cielo. Poiché l’anima degli animali che il Signore ha creato non sarà annientata nella morte fino al giorno del Giudizio: da lì tutte le anime accusano l’uomo”.

Sempre nel Giudaismo il Libro della Figura, uno dei libri più alti del misticismo ebraico, così dice riguardo alla crudele macellazione delle bestie: “Non arrechiamo danno agli animali affinché la loro anima non gridi contro di noi, poiché l’anima è il sangue, l’anima di ogni carne è nel sangue”.

Nel Medioevo i viaggiatori del Paradiso, i mistici che con visioni viaggiavano verso il Paradiso, videro sempre un Eden ricchissimo di animali di ogni specie.
BOOKMARK THE PERMALINK.

DI FRANCO LIBERO MANCO

lunedì 1 gennaio 2018

La scienza dei magi, Volume 1 - di Giuliano Kremmerz. ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE ERMETICA DEI SENSI




Apuleio conchiude il suo splendido Asino di Oro che prima di vedere la dea Iside dovette lungamente privarsi di ogni cibo animale! Nello studio del Dottor Papus sopra le pratiche del portoghese Martinez-Pasqualys trovo che prescriveva ai discepoli l’assoluta astinenza della carne per tutta la vita: ma i riti in magia sono molti, ed io non voglio spaventare i carnivori: chi deve far cammino troverà il suo genio seduto a tavola che gli dirà ogni ora, ogni minuto, ogni istante che la gioia del gusto preclude la via a gioie più intense, saggiate le quali si rinunzia spontaneamente a diventar maiale! Il consiglio che posso dare a chi comincia è di esser parco. Desiderare cibi semplici, naturali, senza eccesso di arte preparati. Preferire i vegetali, allontanare quanto si può la caccia e il sangue. Inebbriarsi all'odore di una magnifica botte di vino rubicondo, ma berne il meno possibile, come rifiutare gli alcoli e le bevande alcoliche. Il vino è il sangue della terra vegetante: similia similibus, la legge delle analogie perduta in tutto: lascia stare il sangue dove si trova, che nel regno degli immortali e dei numi un bicchier di acqua limpida vale tutto un ruscello di Malaga e di Porto.

Giuliano Kremmerz

http://www.scuolaermetica.it/images/Kremmerzvol1.pdf











Che i maggiori organismi esoterici e occultistici comprendessero inoltre come regola di base, o abbiano prescritto (e tuttora prescrivano) nei periodi rituali l’alimentazione vegetariana, non è certo una novità, ma un’antica realtà, viva e consolidata da tempo. Tra le istruzioni fondamentali della Hermetic Brotherhood of Luxor troviamo a esempio il seguente precetto, che rappresenta il più esplicito riferimento sul tema, in linea peraltro con le più tradizionali norme comportamentali in uso presso le scuole iniziatiche: “Il neofita deve astenersi dal fumare, bere bevande alcoliche, mangiare carne ecc. Il suo regime deve essere puro, sano e strettamente vegetariano”.

Verrà il giorno… Esoterismo e Vegetarianesimo
http://www.giulianokremmerz.com/index.php?option=com_content&view=article&id=72:verra-il-giorno-esoterismo-e-vegetarianesimo&catid=15:articoli-riviste&Itemid=30

giovedì 19 ottobre 2017

Alimentazione per vivere sani - Rudolf Steiner






Source photo: http://media.liberaconoscenza.net/ebook/alimentazione/alimentazione-per-vivere-sani-web-images/Alimentazione_cop_fmt.jpeg


Testo sull alimentazione estratto dalle conferenze di Rudolf Steiner a Dornach (Svizzera), 22 settembre 1923, 31 luglio e 2 agosto 1924 e 8 gennaio 1923.
Alimentazione per vivere sani   - Quattro conferenze tenute agli Operai -


Ci sono persone le cui forze, ricevute con l’ereditarietà,non bastano a produrre tante energie per fare tutto il lavoro che serve a demolire i grassi vegetali,così da generare forze proprie e produrre il proprio grasso.Chi mangia solo grassi vegetali, signori miei, è un uomo che deve rinunciare a diventare grasso, perché i grassi vegetali vengono demoliti, e col demolirli si generano forze diverse.
Oppure deve avere una digestione formidabile, per cui gli riesce facile distruggere i grassi vegetali. Allora trova le forze per metter su del grasso proprio. Ma la maggior parte degli uomini è fatta in modo che essi non riescono ad accumulare sufficiente grasso proprio consumando solo grassi vegetali.
D’altra parte, se gli uomini mangiano grasso animale o carne, questi non vengono completamente demoliti.
Il grasso vegetale non va oltre l’intestino, viene distrutto nell’intestino. Ma i grassi contenuti nella carne proseguono la loro trasformazione più in là dentro l’uomo. E può darsi che lui diventi più debole che non nutrendosi di soli grassi vegetali.
Perciò dobbiamo distinguere quei corpi che non amano il grasso, corpi che non mangiano volentieri il lardo,che in particolare non gradiscono alimenti grassi – si tratta di corpi che demoliscono i grassi con relativa facilità, e con ciò vogliono formare grasso in se stessi. Questi corpi dicono a se stessi: «Quel che c’è in me di grasso, voglio produrlo da me, voglio avere il mio proprio grasso».
Ma uno che si riempie la tavola di cibi grassi, non dice: Voglio fabbricarmi da me il mio grasso, ma dice:«Tocca al mondo darmi il grasso di cui ho bisogno». Il grasso animale trapassa nel corpo, e questo costituisce una facilitazione al mangiare.
Quando il bambino lecca lo zucchero, non lo fa mica per mangiare. Sì, qualcosa di nutritivo c’è pure, ma il bambino lo fa meno per alimentarsi quanto per il gusto dolce. È la dolcezza che diviene cosciente nel leccare lo zucchero.
Ma quando l’uomo assume grasso bovino, suino,eccetera –, ciò passa nel suo corpo. Ciò soddisfa la sua voluttà né più né meno che il leccare lo zucchero soddisfa la voluttà del bambino, solo non allo stesso modo,ma l’uomo sente che vi è insita della voluttà.
Per la sua esistenza corporea l’uomo ha ovviamente bisogno anche di questa voluttà, per questo ama la carne.Si mangia perciò la carne particolarmente quando il corpo ne ha una gran voglia. Ma a questo riguardo non c’è da essere fanatici. Vi sono individui che non campano se non mangiano carne. Occorre perciò indagare sempre bene se si può veramente vivere senza carne.
Se uno riesce a fare a meno della carne, nel passare dall’alimentazione a base di carne a quella vegetariana si sente più forte di prima. Qui sta il punto: c’è chi non sopporta proprio di vivere senza carne. Ma se uno vi riesce, nel diventare vegetariano si sente più forte, perché non ha più bisogno di depositare in sé grassi estranei,e forma solo grasso proprio. È così che si sente forte.Per quanto mi riguarda devo dirvi che gli sforzi che ho dovuto affrontare da molto tempo, negli ultimi anni, non avrei potuto affrontarli in altro modo. Non avrei potuto viaggiare per notti intere, tenere il giorno seguente una conferenza, e via di questo passo. Se uno si fa fare questo lavoro dagli animali, mangiando carne,gli manca quel che si deve fare lui stesso se è vegetariano.Di questo si tratta.

Rudolf Steiner


Quattro conferenze tenute a Dornach (Svizzera), 22 settembre 1923, 31 luglio e 2 agosto 1924 e 8 gennaio 1923.
Alimentazione per vivere sani   - Quattro conferenze tenute agli Operai -

Testo originale tedesco:
Rudolf Steiner Gesunde Ernährung
(Archiati Verlag e. K., Bad Liebenzell 2006)

Traduzione di Giusi Graziuso e Pietro Archiati

Fonte: Licenza di LiberaConoscenza.it
http://www.liberaconoscenza.it/download/download-alimentazione-vivere-sani.html

http://www.liberaconoscenza.it/chisiamo/liberaconoscenza-licenza.html
Tutto il materiale presente in questo sito è soggetto alla sottostante licenza.


Ove non specificato diversamente, le opere e i contenuti sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons

mercoledì 27 settembre 2017

VEGETARIANISMO PITAGORA E ORFISMO


Orfeo e gli animali. Mosaico romano di età imperiale. Palermo, Museo archeologico.
Image Source: https://it.wikipedia.org/wiki/Orfeo#/media/File:DSC00355_-_Orfeo_(epoca_romana)_-_Foto_G._Dall%27Orto.jpg

Dall'Antica Grecia al Medioevo

La pratica vegetariana era una componente centrale anche nella corrente religiosa dell'orfismo[106], sorto in Grecia anch'esso intorno al VI secolo a.C. e incentrato sulla figura mitica di Orfeo, che nel suo rapporto con la natura e la sua vicinanza al mondo animale presenta uno dei suoi aspetti più importanti[107]. Il vegetarianismo è presente nell'antica Grecia anche nel mito dell'età dell'oro: secondo le leggende diffuse nell'epoca su questa antica mitica era, il popolo umano delle origini, che viveva in una condizione di pace, benessere e abbondanza, si nutriva di soli vegetali: la caccia, l'allevamento e anche l'agricoltura erano sconosciuti e superflui in quanto la terra produceva spontaneamente e in abbondanza tutto il cibo necessario ai suoi abitanti.

Pitagora (570-495 a.C. circa) è considerato l'iniziatore e l'emblema stesso del vegetarianismo dell'antica Grecia. Questa immagine del leggendario saggio greco è legata in primo luogo ai celebri versi delle Metamorfosi del poeta romano Ovidio, un testo scritto seicento anni dopo l'epoca in cui visse Pitagora:
« Per primo si scagliò contro l'abitudine di cibarsi di animali, per primo lasciò uscire dalla sua dotta bocca parole come le seguenti [...]: «Smettetela, uomini, di profanare i vostri corpi con cibi empi! Ci sono le messi, ci sono alberi stracarichi di frutti, ci sono turgidi grappoli d'uva sulle viti! Ci sono erbe dolci e tenere [...]. Avete a disposizione il latte e il miele profumato di timo. La terra nella sua generosità vi propone in abbondanza blandi cibi e vi offre banchetti senza stragi e sangue [...]. Che enorme delitto è ingurgitare viscere altrui nelle proprie, far ingrassare il proprio corpo ingordo a spese di altri corpi, e vivere, noi animali, della morte di altri animali![108] »

I biografi e gli autori del mito pitagorico, fra cui lo stesso Ovidio, spiegano totalmente o in parte il vegetarianismo di Pitagora con la credenza nella metempsicosi[109]. Il Pitagora di Ovidio inoltre condanna anche il sacrificio rituale[110], ritenendo che la perversa dieta carnea, negazione della condizione felice dell'antica età dell'oro, sia nata col sacrificio cruento agli dèi: in tal modo, il vegetarianismo pitagorico si configura non soltanto come una scelta privata, ma anche come un rifiuto dai risvolti politici e sociali. Tuttavia, tra i seguaci di Pitagora solo coloro appartenenti alla cerchia più stretta praticavano regolarmente il vegetarianismo, mentre i discepoli della cerchia più esterna non avevano l'obbligo di rispettare la regola vegetariana[111].

Nella metempsicosi credeva anche Empedocle (490-430 a.C. circa), dedito anch'egli alla dieta pitagorica e ugualmente contrario al sacrificio animale. Secondo la leggenda, dopo una vittoria olimpica alla corsa dei carri, per rispettare l'usanza che il vincitore sacrificasse un bue, fece fabbricare un bue di mirra, incenso e aromi e lo distribuì secondo rito[112]. Eraclito, mentre dimorava sulle montagne vicino a Efeso per mediatare, si cibava di sole piante.[113] Sebbene successivamente con Aristotele (384-322 a.C.) venga negata agli animali la ragione, il logos, instaurandosi un confine netto tra l'uomo e l'animale, non tutti i suoi discepoli concordavano con questa visione, e sembra che molti siano stati vegetariani. Tra questi, Teofrasto (371-287 a.C.), autore di un trattato sulla pietà, condanna il sacrificio cruento e il consumo di carne, affermando che uccidere un animale è ingiusto, perché lo si priva della vita[114]. Senocrate (396–314 a.C.) e probabilmente Polemone (350-270/269 a.C.), scolarchi dell'Accademia di Atene[115], e alcuni dei principali platonici e neoplatonici, tra i quali Plutarco (46-120 d.C.), Porfirio (232-309 d.C.), Apollonio di Tiana (2-98 d.C.) e Plotino (203/205–270 d.C.), sono altre figure importanti dell'antica Grecia dedite al vegetarianismo[116].

Anche Epicuro era vegetariano e invitò i suoi discepoli a esserlo.[117]

Plutarco, in polemica con Aristotele e con le idee degli stoici (Seneca a parte, il quale in gioventù era vegetariano, sia per motivi di salute che per pietà verso gli animali) secondo le quali non esisterebbe alcuna relazione di giustizia tra l'uomo e gli animali, nel suo dialogo Sull'intelligenza degli animali comincia con una condanna della caccia e della macellazione, in quanto fonte di insensibilità e crudeltà e quindi causa di un danno sociale, e presenta un gran numero di argomenti a favore della razionalità animale[118]. Nel saggio Del mangiar carne, invece, si concentra sull'orrore di quella che considera come un'inutile crudeltà, legata non alla povertà e alla necessità, ma all'arroganza della ricchezza:
« ma voi, uomini d’oggi, da quale follia e da quale assillo siete spronati ad aver sete di sangue, voi che disponete del necessario con una tale sovrabbondanza? Perché calunniate la terra, come se non fosse in grado di nutrirvi? [...] Non vi vergognate di mischiare i frutti coltivati al sangue delle uccisioni? Dite che sono selvatici i serpenti, le pantere e i leoni, mentre voi stessi uccidete altre vite, senza cedere affatto a tali animali quanto a crudeltà. Ma per loro il sangue è un cibo vitale, invece per voi è semplicemente una delizia del gusto[119]. »

così anche nella celeberrima invettiva che costituisce l'introduzione dello stesso saggio:
« Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali? »

Porfirio, nell'Astinenza degli animali, tratta il sacrificio degli animali e il consumo della carne come uno sviluppo del sacrificio umano e del cannibalismo, e riconosce una piena continuità fra uomo e animale, rivendicando per quest'ultimo non solo la ragione, ma anche un linguaggio, pur se l'essere umano non è in grado di comprenderlo: «è infatti come se i corvi sostenessero che solo la loro è voce e che noi siamo privi di ragione perché non diciamo parole facilmente riconoscibili ad essi[120]». Fondamentalmente, afferma Porfirio, gli argomenti dell'uomo contro la ragione animale sono dovuti alla ghiottoneria.

Nel III secolo viene fondato nell'antica Persia il manicheismo, che presto si diffonde in tutto l'Impero romano e i cui iniziati non si cibavano né di carne né di uova e non bevevano vino – una forma di vegetarianismo che traeva origine dal loro sistema religioso, basato su una visione dualistica imperniata sul conflitto tra i due principi opposti della Luce e delle Tenebre[121].

https://it.wikipedia.org/wiki/Vegetarianismo



Pittura – François Boucher (1703-1770) » Boucher – Orfeo incanta gli animali
Image Source:https://i1.wp.com/tanogabo.com/wp-content/uploads/2017/01/Boucher-Orfeo-incanta-gli-animali.jpg?fit=935%2C768&ssl=1

domenica 24 settembre 2017

PINK SLIME- LO SCANDALO DELLA “MELMA ROSA”CHE STA MINANDO IL CONSUMO DI CARNE NEGLI USA + video





PORTA IL NOME DI PINK SLIME “melma rosa” in italiano, il nuovo scandalo alimentare made in Usa. Il Paese a stelle e strisce, uno tra i principali consumatori di carne bovina al mondo, da alcune settimane è in subbuglio a causa di questa poltiglia rosa a bassissimo costo, diffuso additivo usato per aumentare il volume della carne macinata di hamburger, wurstel, kebab, cotolette, salsicce, ripieni di tortellini e di ravioli, chicken nuggets, salami, tutti fatti con gli scarti della carne derivata da altri processi produttivi.Il caso scoppia all’inizio del mese di Marzo, quando l’emittente televisiva ABC News ha raccontato ai consumatori americani che il 70% della carne macinata venduta negli States contiene Pink slime a loro insaputa, visto che le leggi permettono di scrivere “100% carne bovina” sulle confezioni anche quando il prodotto è costituito per il 15% da questa poltiglia fatta anche di cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi, triturati molto finemente, separati dal grasso in presse ad alta pressione, fino a 200 atmosfere, irrorati poi con ammoniaca per evitare il problema dei batteri, “conditi con degli aromi artificiali” e, infine, congelati.Il Pink slime, prodotto principalmente dall’azienda Beef Product Inc. (Bpi), viene poi venduto all’ingrosso ai maggiori produttori di carne, che lo usano come additivo per fare aumentare peso e volume ai prodotti che finiranno negli scaffali dei a supermercati, fast food come McDonald’s, Burger King e Taco Bell e ristoranti. Ma è tutto regolare, anche perché per il ministero dell’Agricoltura statunitense nel 2001 il prodotto disinfettato con ammoniaca è commestibile per gli esseri umani. Che importa, poi, se le parti dei bovini solitamente scartate per precauzioni sanitarie, come quelle più vicine alla pelle che possono essere contaminate dalle feci, ci finiscono dentro?Ma, almeno questa volta, l’America non ci sta e, in seguito alla grande attenzione dei media e all’allarme lanciato dai consumatori, i produttori di carne bovina sono già alle prese con un notevole calo della domanda, mentre la BPI ha sospeso la produzione in tre dei suoi stabilimenti negli Stati Uniti

EPPURE COME SPIEGA TOM LASKAWY SU GRIST





L’ammoniaca con cui viene trattato il Pink slime è solo l’ultimo “ingrediente” di una lunga lista di prodotti chimici non etichettati utilizzati nella lavorazione di quasi tutte le carni rosse e bianche industriali.Ne sono un esempio gli elementi elencati in questo pdf dell’United Stated Department of Agriculture document, tra cui appaiono, solo per citarne alcuni, ipoclorito di calcio, usato nello sbiancamento del e nella pulizia delle piscine, acido ipobromoso, dotato di proprietà germicide, Dibromodimetilidantoinae e cloro. Ma anche alcuni antimicrobici approvati, come il sale, le spezie, il limone. E nessuno di questi elementi appare in etichetta. Perché? “Forse perché sapere quanto la carne abbia bisogno di essere trattata e disinfettata chimicamente prima di essere venduto, potrebbe scioccare e disgustare i consumatori”, spiega Tom Laskawy.E che dire poi di tutti gli altri alimenti trattati con quantità di ammoniaca anche maggiore rispetto quella utilizzata per la carne che finisce in hamburger & Co.? Un blogger ci rivela, attingendo ai dati di un documento addirittura del 1973 (e non ci sono motivi per credere che le cose siano radicalmente cambiate), che il formaggio è in cima alla lista, con 0.138 grammi di ammoniaca ogni 100 grammi, tra i cibi che ne contengano, seguito, nell’ordine, da insaccati (0,11 grammi di ammoniaca per 100 grammi), burro di arachidi (0,049 grammi per 100), maionese (0,041 grammi per 100), ketchup (0,035), gelatina (0,034), ecc.Ecco la classica “americanata”, direte voi. E invece no: se pensate che in Italia la situazione sia diversa, vi sbagliate di grosso! Anche l’attento popolo tricolore, probabilmente, non conosce davvero il cibo che compra e che poi serve a tavola. Avete mai sentito parlare di “carne separata meccanicamente”? È un termine poco noto ai consumatori, anche se usato da diverse aziende italiane, presente nelle etichette di moltissimi prodotti realizzati e venduti nel Bel Paese e tradotto dall’inglese Mechanically separated meat (MSM). Beh, indovinate un po’, questa dicitura non definisce altro che…rullo di tamburi…il pink slime. Sempre lui.





BASTA FARE UN GIRO IN UN QUALSIASI SUPERMERCATO

per rendersene conto: sono tantissimi i prodotti con questa dicitura in etichetta, dai wurstel ai cordon bleu, passando per spinacine, salumi, ripieni di tortellini e ravioli e zuppe disidratate. C’è però una differenza, spiega l’Aduc in una nota : “da noi la lavorazione degli scarti della macellazione è un fatto abituale. Anche qui si usano i resti come in Usa, ma in tutta l‘Ue è vietato disinfettare la carne con sostanze chimiche“. In questo periodo, però, la Commissione Europea sta preparando una legge alimentare più severa e da dicembre 2011 è in vigore un nuovo obbligo di etichettatura, che però sarà vincolante solo fra tre e cinque anni.”Esso contempla tra l’altro l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza per tutta la carne (finora valeva solo per quella bovina) e scritte sulle confezioni di una certa grandezza. E’ invece ancora in fase di studio una definizione univoca di carne separata meccanicamente”, spiega l’Associazione di Consumatori. Intanto, le aziende continuano purtroppo a pompare in questo modo davvero disgustoso il volume della carne che producono, ovviamente per abbattere i costi. E, visto che sono ancora troppi consumatori che non hanno scelto una dieta vegetariana o vegana, non leggono le etichette e non sanno come è fatto ciò che mangiano, il profitto è garantito…


VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=DvSWlov-fM0

venerdì 8 settembre 2017

Le mucche col buco - L'abominevole pratica della fistulazione



Una mucca fistulata è una mucca con un foro praticato intenzionale in essa al fine di "ricerca scientifica". La fistulazione, da oltre 150 anni, è stata utilizzata per osservare i processi digestivi degli animali vivi, con il suo primo uso "scientifico" registrato sugli animali risalente al 1833.

In tempi moderni, i ricercatori installano un dispositivo di plastica chiamato "cannula" nell'addome aprendo così una "finestra" di accesso costante sullo stomaco dell'animale . Con ciò, osservano la velocità con la quale la mucca digerisce vari alimenti e quali sostanze chimiche / processi biologici, il cibo subisce.


I ricercatori chiamano questi fori fatti chirurgicamente, fistole, i quali sono coperti da una canulla del diametro di circa 15 cm con una mebrana trasparente , una sorta di copertura dal mondo esterno. Sono utilizzati per testare la digeribilità dei vari alimenti del bestiame, per alimentare direttamente ed in modo specifico le mucche e per osservare come il cibo passa attraverso il loro stomaco e vedere come viene elaborato. Il tutto con l'unico scopo di prolungare la vita della mucca e conseguentemente di prolungare e massimizzare la produzione del latte nell'allevamento il che equivale naturalmente per l'allevatore maggiori e più duraturi profitti.

Laverabestia.org



 






 Gaspare Categoria Vivisezionehttp://laverabestia.org/read_post.php?id=1215








sabato 26 agosto 2017

Traduzione di una lettera di Edgar Kupfer- Koberwitz, vegano, dal campo di concentramento di Dachau,tra crudeltà di ogni genere.



Traduzione di una lettera di Edgar Kupfer- Koberwitz, vegano, che nel campo di concentramento di Dachau passò tra crudeltà di ogni genere, mentre la morte ghermiva i prigionieri del campo giorno dopo giorno:

“Caro amico,
mi chiedi perché non mangio carne e ti domandi per quale ragione mi comporto così. Forse pensi che ho fatto un voto o una penitenza che mi priva di tutti i piaceri gloriosi del mangiar carne. Pensi a bistecche gustose, pesci saporiti, prosciutti profumati, salse e mille altre meraviglie che deliziano gli umani palati; certamente ricordi la delicatezza del pollo arrostito.
Vedi, io rifiuto tutti questi piaceri e tu pensi che solamente una penitenza, o un voto solenne, o un grande sacrificio possa indurmi a negare questo modo di godere la vita e che mi costringa ad una rinuncia.

Sei sorpreso, chiedi: – Ma perché e per quale motivo?
Te lo chiedi con intensa curiosità e pensi di poter indovinare la risposta.

Ma se io ora cerco di spiegarti la vera ragione in una frase concisa, tu rimarrai nuovamente sorpreso vedendo quanto sei lontano dal vero motivo.
Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.
Rifiuto di farlo perché ho sofferto tanto dolorosamente che le sofferenze degli altri mi riportano alle mie stesse sofferenze.
So che cos'è la felicità e so che cos'è la persecuzione. Se nessuno mi perseguita, perché dovrei perseguitare altri esseri o far si che vengano perseguitati?

So che cos'è la libertà e so che cos'è la prigionia. So che cos'è la protezione e che cos'è la sofferenza. So che cos'è il rispetto e so che cos'è uccidere. Se nessuno mi fa del male, perché dovrei fare del male ad altre creature o permettere che facciano loro del male?

Se nessuno vuole uccidermi, perché dovrei uccidere altre creature o permettere che vengano ferite o uccise per il mio piacere o per convenienza?
Non è naturale che io non infligga ad altre creature ciò che io spero non venga inflitto a me? Non sarebbe estremamente ingiusto fare questo per il motivo di un piacere fisico a spese della sofferenza altrui e dell' altrui morte?
Queste creature sono più piccole e più indifese di me, ma puoi tu immaginare un uomo ragionevole con nobili sentimenti che volesse basare su questa sofferenza la rivendicazione o il diritto di abusare del più debole e del più piccolo? Non credi che sia proprio il dovere del più grande, del più forte, del superiore di proteggere le creature più deboli invece di perseguitarle e di ucciderle?
Noblesse oblige. Ed io voglio comportarmi nobilmente.

Ricordo l'epoca orribile dell'inquisizione e mi dispiace dire che il tempo dei tribunali per gli eretici non è passato, che giorno per giorno gli uomini cucinano in acque bollenti altre creature che sono state date impotenti nelle mani dei loro carnefici.

Sono inorridito dall'idea che uomini simili siano civili, non rudi barbari, non dei primitivi. Ma nonostante tutto essi sono soltanto primitivamente civilizzati, primitivamente adagiati nel loro ambiente culturale.
Sproloquiando, sorridendo, proponendo grandi idee e facendo bei discorsi, l'europeo medio commette ogni sorta di crudeltà e non perché sia costretto, ma perché vuole fare ciò. Non perché manchi della facoltà di riflettere e di rendersi conto delle orribili cose che sta facendo. Oh no! Soltanto non vuole vedere i fatti, altrimenti ne sarebbe infastidito e disturbato nei suoi piaceri.

So che la gente considera certi atti connessi al macellare come inevitabili. Ma c'è realmente questa necessità? La tesi può essere contestata. Forse esiste un genere di necessità per le persone che non hanno sviluppato ancora una piena e conscia personalità. Io non faccio loro delle prediche, scrivo a te questa lettera, ad un individuo responsabile che controlla razionalmente i suoi impulsi, che si sente conscio – internamente ed esteriormente – dei suoi atti, che sa che la nostra Corte Suprema è nella nostra coscienza e che non vi è ricorso in appello.

E' necessario che un uomo responsabile sia indotto a macellare?
In caso affermativo, ogni individuo dovrebbe avere il coraggio di farlo con le sue stesse mani. È un genere miserabile di codardia quello di pagare altra gente per fare questo lavoro macchiato di sangue dal quale l'uomo normale si ritrae inorridito e sgomento. Questa gente é pagata per questo lavoro e gli altri acquistano da loro le parti desiderate dell'animale ucciso possibilmente preparato in modo da non ricordare l'animale, il fatto che è stato ucciso.

Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino allora ci saranno guerre, poiché l'addestramento e il perfezionamento dell'uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri piccoli. Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri.

Non vedo alcuna ragione di sentirci oltraggiati per i grandi e per i piccoli atti di violenza e crudeltà commessi dagli altri.
Ma penso che sia arrivato il momento di sentirci oltraggiati dai grandi e piccoli atti di violenza e crudeltà che noi stessi commettiamo. Ed essendo molto più facile vincere le piccole battaglie, penso che dovremmo cercare di spezzare prima i nostri legami con le piccole violenze e crudeltà per superarle una volta per sempre.
Poi verrà il giorno che sarà facile per noi combattere anche le crudeltà più grandi.

Ma noi tutti siamo addormentati in abitudini e attitudini ereditate, che ci aiutano ad ingoiare le nostre crudeltà senza sentirne l'amaro. Non ho alcuna intenzione di accusare persone o situazioni. Ma penso che sia mio dovere stimolare la mia coscienza nelle piccole cose, migliorare me stesso ed essere meno egoista, per essere poi in grado di agire in coerenza nei problemi più importanti.
Il punto è questo: io voglio vivere in un mondo migliore dove una più alta legge conceda più felicità a tutti.

Edgar Kupfer-Koberwitz, vegano

Fonte:
http://www.promiseland.it/2010/11/20/lettera-di-edgar-kupfer-koberwitz/

giovedì 27 luglio 2017

Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori.




Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori. Bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro!
Tratto da www.vegetariani-roma.it/il-sangue-dei-vegani-combatte-la-crescita-del-tumore-8-volte-meglio-di-quello-degli-onnivori-bastano-2-settimane-di-dieta-vegetale-per-alzare-le-difese-contro-il-cancro/

La dieta vegana negli ultimi anni si sta rivelando il modo più efficace per prevenire, arrestare ed invertire la progressione del cancro, in modo naturale e senza effetti collaterali debilitanti.
Due recenti studi lo confermano, uno del dottor Ornish, ricercatore di fama mondiale in seguito ai suoi studi sulle cause e sui metodi di prevenzione e di cura delle malattie cardiache attraverso una corretta alimentazione, e uno del Pritikin Center, clinica promotrice del trattamento di patologie croniche unicamente grazie a dieta ed esercizio fisico.
Il sangue dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori – bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro






Dr.Ornish – La dieta vegana potrebbe inibire la crescita del cancro 8 volte meglio Ornish e il suo team di ricercatori ha trovato 93 uomini con cancro alla prostata in fase precoce che si sono offerti di rinunciare a radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Poi i pazienti sono stati assegnati ad un gruppo che ha modificato il proprio stile di vita, includendo una dieta vegana a bassa percentuale di grassi (10% sul totale calorico) insieme ad altri comportamenti sani (come camminare 30 minuti sei giorni alla settimana ed esercizi di meditazione) e un gruppo di controllo, che si è limitato a guardare e aspettare.
Dato che il cancro alla prostata è il cancro più diffuso tra gli uomini, anche il Dipartimento della Difesa ha fornito il finanziamento per lo studio. Un anno dopo, i risultati sono stati conteggiati e pubblicati nel numero di settembre 2005 del Journal of Urology, la rivista ufficiale dell’Associazione Urologica americana.
Entro la fine dello studio, 6 dei pazienti del gruppo di controllo avevano abbandonato perché i loro tumori erano in crescita e non potevano più aspettare.

Non un solo paziente del gruppo che seguiva la dieta vegana ha subito la stessa sorte. Infatti, mentre l’attività media del cancro è aumentata nel gruppo di controllo, misurata con test PSA, i marcatori tumorali erano DIMINUITI nel gruppo vegano.
Entro la fine dell’anno il tasso di crescita del cancro, come misurato dai test (vedi grafici figura 1 e 2), era enormemente differente tra i due gruppi. Per i pazienti a dieta vegana, i marcatori tumorali erano nettamente calati.





Ma lo studio non si è fermato qui, essendo questi risultati a dir poco rivoluzionari.
Forse una dieta vegan incrementa la forza anti-cancro del sistema immunitario?

Ornish ed i suoi colleghi ricercatori erano intenzionati a venirne a capo.
Hanno quindi preso colture di cellule tumorali umane e le hanno incubate con il sangue prelevato dai pazienti affetti da cancro, alla fine dell’anno. Il siero del sangue prelevato da chi faceva parte del gruppo di controllo ha solo debolmente inibito le cellule tumorali, riducendo la loro crescita solo del 9%, ma il siero preso da coloro che hanno trascorso l’anno consumando una dieta vegana ha inibito la crescita del cancro del 70%, quasi una differenza di 8 volte!

E Ornish ha scoperto che quanto più i pazienti si erano attenuti al programma, migliori sono stati i loro risultati, più il loro cancro sembrava essere in remissione e meglio il loro stesso sangue riusciva ad uccidere le cellule tumorali in laboratorio.

Titolo: Intensive lifestyle changes may affect the progression of prostate cancer
(I cambiamenti intensivi di stile di vita possono influenzare la progressione del cancro alla prostata)
Autori: Ornish D, et al. 2005.
Pubblicato su: Journal of Urology. 174:1065-70.

Pritikin center: 2 settimane di dieta vegana per aumentare la morte delle cellule tumorali del seno del 20-30%

Ornish e i suoi ricercatori si sono chiesti se lo stesso potesse avvenire con il cancro al seno. Questa volta però non hanno voluto attendere un anno per i risultati: hanno quindi prelevato un campione di sangue a 12 donne e poi chiesto loro di consumare una dieta vegana a basso contenuto di grassi per 14 giorni. Alla fine hanno prelevato un altro campione.
Hanno preso questi campioni e li hanno testati su 3 differenti tipi di cancro al seno: il loro sangue ha avuto il potere di rallentare e interrompere la crescita delle cellule tumorali, grazie ad appena 2 settimane di dieta vegana.
La crescita del tumore è diminuita del 6,6, 9,9 e 18,5% rispettivamente per i 3 tipi di tumore al seno considerati, mentre l’apoptosi (ovvero la morte delle cellule tumorali) è aumentata del 20, 23 e 30%.
Quindi c’è da chiedersi: che tipo di sangue vogliamo?
Uno che non ha effetti sulla crescita tumorale, oppure vogliamo un sangue che è capace di rallentare e bloccare il cancro in ogni angolo del nostro corpo?


Figura 3 – Morte delle cellule tumorali con sangue vegan

(*)apoptosi = indica una forma di morte cellulare programmata.
Si tratta di un processo ben distinto rispetto alla necrosi cellulare, e in condizioni normali contribuisce al mantenimento del numero di cellule di un sistema.
Ad esempio, durante il suo sviluppo, l’embrione umano presenta gli abbozzi di mani e piedi “palmati”: affinché le dita si differenzino, è necessario che le cellule che costituiscono le membrane interdigitali muoiano (questo processo si chiama appunto apoptosi, e non necrosi)

Titolo: Effects of a low-fat, high-fiber diet and exercise program on breast cancer risk factors in vivo and tumor cell growth and apoptosis in vitro.
(Effetti di un basso contenuto di grassi, di una dieta ricca di fibre e di un programma di esercizio sui fattori di rischio di cancro al seno, nella crescita delle cellule in vivo del tumore e l’apoptosi in vitro) (per il significato di apoptosi vedi a fine pagina)

Autori: Barnard RJ, Gonzalez JH, Liva ME, Ngo TH.
Pubblicato su: Nutr Cancer. 2006;55(1):28-34.

https://www.disinformazione.it/sangue_vegani.htm