giovedì 20 aprile 2017

IL BUDDHA E L'ALIMENTAZIONE - Canone Pali



Questo ho sentito.
Una volta il Sublime dimorava presso Râjagaham, nelbosco di manghi di Jîvako, il medico di corte. Jîvako si recò là dov'era il Sublime, lo salutò rispettosamente e si sedette accanto dicendo:
"Ho sentito che per l'asceta Gotamo tolgono la vita ed egli mangia scientemente la carne cucinata proprio per lui! Quelli che lo hanno detto, Signore, ripetono certo solo ciò che il Sublime ha detto e non a torto, lo incolpano di ciò, ma non sono da biasimare i seguaci che lo ripetono, perché parlano in accordo con la dottrina."
" Jîvako, quelli che hanno detto così non ripetono ciò che io ho detto, hanno torto e mi incolpano senza ragione. Vi sono tre casi in cui io dico di non mangiare carne: vista, sentita e sospettata. E vi sono tre casi in cui io dico di mangiare carne: nonvista, non sentita, non sospettata.
Ecco che un monaco vive nei dintorni d'un villaggioo di una città. Con animo amorevole egli irradia le quattro regioni e così anche l'alto e ilbasso: dappertutto riconoscendosi egli irradia il mondo intero con animo amorevole, con ampio, profondo, illimitato animo privo di rabbia e di rancore. E lo visita un padre di famiglia o suo figlio, e lo prega di desinare il dì seguente da lui.
Il monaco può accettare e lo fa. E il mattino seguente, preparatosi per tempo, prende mantello e scodella e si reca là dove abita il padre di famiglia o il figlio. Là giunto prende posto sul sedile che gli viene offerto, e viene servito con scelto cibo d'elemosina. Allora egli non pensa: 'E' bello veramente che questo padre di famiglia mi ospiti offrendomi scelto cibo! Ah, se egli volesse ospitarmi così anche per l'avvenire!' Egli prende questi bocconi d'elemosina non allettato, non stordito, non accalappiato, vedendo la miseria e memore dello scampo. Che pensi tu: ha forse in mente il monaco, in questa occasione, il proprio danno, o il danno di altri, o il danno di entrambi?"
"Questo no, Signore!"
"Il monaco dunque, Jîvako, in questa occasione non prende appunto nutrimento irreprensibile?"
"Certamente, Signore! Ho sentito dire: 'Brahmâ è amorevole', 'Brahmâ è immoto'. Ho visto far testimonianza di ciò il Sublime perché egli è amorevole, perché egli è immoto."
"Quella brama, quell'avversione, quell'ignoranza dacui sorge la malevolenza, è stata dal Compiuto rinnegata, troncata alla radice, resa simile al ceppo di palma, estirpata, e non può quindi mai più svilupparsi. Se le tue parole, Jîvako, hanno inteso ciò, te lo concedo."
"Appunto ciò le mie parole hanno inteso."

"Chi ora toglie la vita per il Compiuto o per un suo discepolo, costui si acquista cinque volte grave colpa. Perché egli comanda: 'Andate e portate qui quell'animale!'; per questo egli acquista per la prima volta grave colpa. Perché poi l'animale, trascinato tremante e riluttante, prova dolore e tormento; perciò egli acquista per la seconda volta grave colpa. Perché poi egli ordina: 'Uccidete questo animale!'; perciò egli acquista per la terza volta grave colpa. Perché poi l'animale nel morire prova dolore e tormento; perciò egli acquista per la quarta volta grave colpa. Perché poi egli fa ristorare sconvenientemente il Compiuto o i suoi discepoli; perciò egli acquista per la quinta volta grave colpa. Ecco cosa accade a chi toglie la vita per il Compiuto o per i suoi discepoli!" "Mirabile,Signore, straordinario, Signore! Conveniente nutrimento, invero, prendono i monaci. Benissimo, Signore, benissimo! Come fedele seguace voglia il Sublime considerarmi da oggi, per la vita.

Canone Pali
Sutta Pitaka
Il Canestro dei Discorsi
Majjhima Nikaya 55: Jîvaka Sutta - Jîvako
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/buddhismo/discorsimedi.pdf

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