lunedì 4 agosto 2014

COSA CONTIENE LA CARNE





SOSTANZE "NATURALI" CONTENUTE NELLA CARNE ROSSA E BIANCA SENZA AGGIUNTA DI ADDITIVI CHIMICI (CARNE BIOLOGICA)


Cosa contiene la carne
Proteine
Le proteine, o protidi, sono tra i composti organici più complessi e sono i costituenti fondamentali di tutte le cellule animali e vegetali.

La medicina ufficiale ritiene che le proteine animali debbano essere preferite per il fatto che esse sono più simili a quelle del corpo umano di quelle vegetali.
Ne consegue che quanto più la composizione della carne è vicina a quella umana, tanto più è salutare per noi.
Carlo Cannella afferma: "dobbiamo mangiare carne perchè siamo fatti di carne..." al minuto 4.10 (n.d.r)
Harvey Diamond così commenta tale rozza ipotesi della medicina ufficiale:


In realtà questo sarebbe un ottimo motivo per mangiare il proprio vicino, ma persino il più inveterato divoratore di carne troverebbe questa prospettiva abbastanza ripugnante"; naturalmente - commento dell'autore del presente lavoro -"i dietologi dovrebbero, come logica conseguenza, consigliare l'antropofagia."
e conferma Campbell:



Riuscite a immaginare quale cibo potremmo mangiare per procurarci nel modo più efficace gli elementi costitutivi per le proteine sostitutive? La risposta è la carne umana, le cui proteine hanno proprio la giusta quantità di amminoacidi di cui abbiamo bisogno. Ma dato che non possiamo servire in tavola i nostri simili, otteniamo le proteine dalla seconda fonte migliore, gli animali.
T. Colin Campbell - The China study (n.d.r.)

Il grande mito delle proteine animali, il mito della superio­rità della carne è nato appunto nei primi decenni del seco­lo scorso, nel 1914, quando esperimenti eseguiti da Osborn e da Mendel su ratti da laboratorio, avevano mes­so in evidenza che i ratti con un'alimentazione ricca di pro­teine animali crescevano meglio e più in fretta dei ratti ali­mentati con proteine vegetali e con lo stesso ammontare di calorie (1).

Ma ricerche ulteriori e osservazioni più prolungate esegui­te negli anni successivi, hanno rilevato che i ratti del pri­mo gruppo, quelli alimentati con proteine animali e che crescevano meglio e più in fretta degli altri, morivano an­che molto tempo prima dei ratti nutriti con proteine vege­tali e in più soffrivano di una moltitudine di malattie che i ratti vegetariani non avevano (2-3-4-5).

Tratto da: Alimentazione vegetariana. Teoria e pratica di Aurelia Rottigni

1 - Fonte scientifica: 2000. 121. Osborn, T., "Amino Acid in Nutrition and Growth", inJour-nal of Biological Chemistry, n. 17, 1914, pp 325. 122. Messina, Virginia, Reed

2-3-4-5 - Le altri fonti scientifiche saranno aggiunte prossimamente.
Queste considerazioni sulle presunte "proteine nobili della carne" non sono mai state provate scientificamente, sono infatti state dedotte da esperimenti sui topi bianchi da W.C. Rose nel 1957 (The amino acid requirements of adult man. Nutr. Abstr. Rev. 27: 631-647.) che hanno un fabbisogno proteico 9 volte superiore al nostro. (Per maggiori approfondimenti vedi l'articolo: Il mito degli aminoacidi essenziali )
I problemi causati dalle proteine di origine animale:
Osteoporosi. Le diete ricche in proteine e specialmente in proteine animali [7] è ormai noto che provocano un'escrezione urinaria di Calcio superiore alla norma, aumentando il rischio di sviluppare osteoporosi. Le diete a base di prodotti vegetali, che oltre a fornire all'organismo proteine sono anche in grado di fornire adeguate quantità di Calcio, come per esempio le verdure verdi a foglia scura, i fagioli ed i succhi di frutta addizionati, possono aiutare a prevenire l'osteoporosi.

Cancro. Sebbene i grassi siano i nutrienti più spesso ritenuti responsabili di aumentare il rischio di tumore, anche le proteine animali hanno una certa importanza. In particolare, si è visto che certe proteine presenti nella carne, nel pesce e nel pollame, cotte ad elevate temperature e particolarmente ai ferri o fritte, danno origine a sostanze denominate amine eterocicliche. Queste sostanze sono state messe in relazione con vari tipi di cancro, inclusi quello del colon e quello della mammella [8, 9, 10]. Una dieta ricca in cereali integrali, frutta e verdura riveste un ruolo importante nel ridurre il rischio di sviluppare un tumore [4], senza dire che così si contribuisce ad arricchire la dieta stessa di fonti proteiche più sane.

Patologie renali. Negli individui che assumono troppe proteine, viene rilasciato azoto nel sangue, oppure viene digerito e metabolizzato. Questo provoca un superlavoro per i reni, che devono espellere le scorie attraverso le urine. Problemi renali possono insorgere in individui a rischio. Calcoli renali correlati al consumo di proteine animali. Lo provano 8 studi scientifici.

Patologie cardiovascolari.Le diete ricche in grassi e soprattutto in grassi saturi possono aumentare il rischio individuale di sviluppare cardiopatia. Le diete ad elevato contenuto proteico spesso sono il risultato di un elevato consumo di carne, uova e derivati del latte, che sono tutti ricchi in colesterolo, grassi ed acidi grassi saturi. Le più propagandate delle diete ad elevato contenuto proteico contengono eccessive quantità di questi prodotti che intasano le arterie [11]. Un'adeguata quantità di proteine può essere consumata attraverso una varietà di prodotti di origine vegetale che non contengono colesterolo e solo piccole quantità di acidi grassi.
Fonte scientifica:
American Dietetic Association. Messina VK Burke KI, Position of the American Dietetic Association: Vegetarian diets, J Am Diet Assoc, 1997 Nov;97(11):1317-21 URL: www.eatright.org/adap1197.html.
Munoz de Chavez M, Chavez A, Diet that prevents cancer: recommendations from the American Institute for Cancer Research, Int J Cancer Suppl 1998;11:85-9. (e-mail: achavez@quetzal.inn.mx)
American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association: weight management, J Am Diet Assoc 1995;95:809.
Word Cancer Research Fund, Food, nutrition and the prevention of cancer: a global perspective, American Institute of Cancer Research 1997;Washington DC.
Ornish D, Brown SE, Scherwitz LW, Billings JH, Armstrong WT, Ports TA, McLanahan SM, Kirkeeide RL, Brand RJ, Gould KL, Can lifestyle changes reverse coronary heart disease? The Lifestyle Heart Trial, Lancet 1990 Jul;336(8708):129-33.
American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association and the Canadian Dietetic Association: Nutrition for physical fitness and athletic performance for adults, J Am Diet Assoc 1993 Jun;93(6):691-6 URL: www.eatright.org/afitperform.html.
Zemel MB, Calcium utilization: effect of varying level and source of dietary protein, Am J Clin Nutr 1988 Sep;48(3 Suppl):880-3.
Potter JD, Nutrition and colorectal cancer, Cancer Causes Control 1996 Jan;7(1):127-46.
Giovannucci E, Goldin B, The role of fat, fatty acids, and total energy intake in the etiology of human colon cancer, Am J Clin Nutr 1997 Dec;66(6 Suppl):1564S-1571S. (e-mail: edward.giovannucci@channing.harvard.edu)
De Stefani E, Ronco A, Mendilaharsu M, Guidobono M, Deneo-Pellegrini H, Meat intake, heterocyclic amines, and risk of breast cancer: a case-control study in Uruguay, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 1997 Aug;6(8):573-81.
Titchenal CA, Dobbs JC, Hetzler RK, Macronutrient composition of The Zone diet based on computer analysis, Med Sci Sport Exer 1997;29(5):S126.
Fonte: SSNV - PCRM Il mito delle proteine
Ferro eme

Gli studi epidemiologici sul rapporto tra dieta e salute indicano la presenza di una correlazione tra il consumo di carne rossa e trasformata e i tumori di colon, retto, stomaco, pancreas, vescica, endometrio, ovaio, prostata, mammella, polmone, le malattie cardiovascolari, l'artrite reumatoide, il diabete tipo 2 e la demenza di Alzheimer.
La correlazione tra tutte queste importanti malattie croniche con la carne rossa della dieta è indicativa della presenza, nella carne rossa, di sostanze in grado di danneggiare componenti biologiche dell'organismo.
Un nuovo articolo che verrà pubblicato su Medical Hypotheses di ottobre 2007, dal titolo "Il ferro eme assunto attraverso la carne rossa può catalizzare il danno ossidativo e può agire come iniziatore del tumore di colon, mammella, prostata, delle malattie cardiovascolari e di altre patologie", analizza le ragioni per le quali il ferro eme contenuto nelle carni rosse può essere dannoso per la salute.
L'ipotesi di questo articolo si focalizza sulla biochimica dei composti dell'eme e sui loro processi ossidativi.
La trasformazione delle proteine dell'eme contenute nella carne cruda, nel corso dei processi di preparazione e di digestione della carne, genera dei prodotti che reagendo con zolfo, azoto e ossigeno sono in grado di catalizzare reazioni di ossidazione; queste reazioni sarebbero in grado di danneggiare i lipidi, le proteine, il materiale genetico e altre componenti dei diversi sitemi biologici dell'organismo, e di perpetuare una catena di reazioni ossidative.
Si pensa che il danno biochimico e tissutale causato dai radicali liberi prodotti nel corso di queste reazioni ossidative catalizzate dall'eme sia simile a quello prodotto dalle radiazioni ionizzanti.
Poiché il danno ossidativo è largamente riconosciuto come uno dei fattori in grado di innescare patologie croniche, è evidente che la riduzione delle quantità di carne rossa nella dieta sia in grado di abbattere i livelli di danno ossidativo dell'organismo.

Fonte: http://www.biospazio.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1756
Fonte: Tappel A., Heme of consumed red meat can act as a catalyst of oxidative damage and could initiate colon, breast and prostate cancers, heart disease and other diseases., Med Hypotheses. 2007;68(3):562- 4.
per approfondimenti sul ferro non-eme, dove trovarlo negli alimenti veg* e come meglio assimilarlo: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/vrg/ferro.html

Grassi saturi
Una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati è la cardiopatia ischemica o coronaropatia. Il principale fattore di rischio alimentare individuato è l'assunzione di colesterolo e di acidi grassi saturi, in particolare l'acido miristico e l'acido palmitico. La CARNE è l'alimento attraverso il quale si introducono le maggiori quantità di colesterolo e di questi acidi grassi saturi (Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases ) Oltre a giocare un ruolo importante nella coronaropatia, i grassi saturi nella dieta sono stati implicati nell'ipertensione, ictus, diabete e alcune forme di cancro, per cui tutte le linee guida dietetiche includono raccomandazioni per ridurre l'assunzione totale di grassi e soprattutto quella di grassi saturi. (Health concerns associated with the consumption of meat)

I prodotti animali contengono anche grassi saturi, a partire dai quali il fegato sintetizza ulteriore colesterolo. I grassi insaturi non hanno invece questo effetto. I grassi saturi sono facili da identificare perché sono solidi a temperatura ambiente, mentre quelli insaturi sono liquidi. Carne di manzo, pollo, e molti altri prodotti animali contengono rilevanti quantità di grassi saturi. Questa è un'ulteriore buona ragione per evitare tali prodotti. La catena chimica di acidi grassi insaturi (di atomi di carbonio) è caratterizzata da un doppio legame, più difficile da aggredire dal nostro metabolismo, rispetto a catene che non presentano questa caratteristica.
Fonte: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/pcrm/pcrm_colesterolo.html Nel 1997, il World Cancer Research Found e l'American Institute for Cancer Research concludevano che "Le diete ad elevato contenuto di grassi saturi possono aumentare il rischio di cancro mammario. Le diete ad elevato contenuto di grassi vegetali o polinsaturi non appaiono influenzare questo rischio... e le diete ricche in acidi grassi monoinsaturi non hanno alcuna relazione con il rischio di cancro mammario".
Fonte: http://www.scienzavegetariana.it/argomentinbreve/atti_1_forumveg.html
Studio scientifico: Food, nutrition and the prevention of cancer: a Global Perspective
Sostanze di scarto presenti nell’organismo dell’animale metabolicamente attivo
La carne non è altro che il cadavere di un essere che era “metabolicamente attivo”. Quando un animale viene macellato, le sostanze di scarto che normalmente sarebbero eliminate dal flusso sanguigno rimangono nella carne in via di putrefazione. Chi mangia carne introduce nel proprio corpo rifiuti tossici che normalmente l'animale avrebbe eliminato con l'urina. Il dottor Owen S. Parret, nella sua pubblicazione "Perché io non mangio carne" osserva che quando si fa bollire la carne di manzo, i rifiuti appaiono sulla superficie nella forma di un estratto solubile che, all'analisi chimica, risulta molto simile all'urina.
Leucomaine
Comunque presenti, indipendentemente dalla putrefazione, vi sono poi le leucomaine (alcaloidi derivanti dalla disammilazione delle sostanze albuminoidi dei tessuti viventi), cioè le basi creatiniche, le purine, l'ammoniaca, l'urea, l'acido urico, la creatinina (anidride della creatina), l'acido ippurico (cristalli bianchi, inodori, solubili in alcool e acqua, prodotto di ossidazione di sostanze proteiche introdotte con gli alimenti), tutti cataboliti di scarto più o meno tossici, presenti solo perché l'organismo dell'animale era metabolicamente attivo. Hanno diversi gradi di tossicità. Possono determinare, tra le altre cose, gotta e immunodeficienza. Purine-rich foods, dairy and protein intake, and the risk of gout in men.
Adrenalina, il neurormone della paura.
Poiché gli animali “sentono” che saranno uccisi, liberano nel sangue l’adrenalina, cioè l’ormone della paura. La percezione di questi stimoli come minaccia fisica e paura vengono elaborati a livello ipotalamico, dove evocano una risposta del sistema nervoso parasimpatico, in pochi istanti il cuore aumenta la frequenza contrattile, i bronchi, la pupilla ed i vasi sanguigni dei muscoli appendicolari e del sistema coronarico si dilatano, mentre a livello epatico viene stimolata la glicogenolisi, i vasi sanguigni cutanei e periferici si costringono e la pressione arteriosa aumenta. L’adrenalina, assunta con i prodotti animali predispone all'insorgenza di sindromi ansiogene, aumentando l'aggressività e il nervosismo.
Il "rigor mortis"

In seguito all’abbattimento dell’animale, i muscoli vanno incontro ad una serie di modificazioni biochimiche e biofisiche. L’irrigidimento cadaverico o “rigor mortis” è il primo fenomeno evidente che compare alcune ore dopo la morte. La velocità della comparsa della rigidità cadaverica dipende da diversi fattori quali: la temperatura ambientale, lo stato di nutrizione dell’animale e il grado di affaticamento al momento della morte, comparendo più rapidamente in animali malnutriti e stressati. Il rigor mortis è la conseguenza dell’esaurimento delle riserve energetiche del muscolo, in particolare dell’ATP. In carenza di ATP, actina e miosina (proteine miofibrillari) si legano irreversibilmente, il muscolo si accorcia e si irrigidisce.
Le ptomaine: gli alcaloidi cadaverici della putrefazione
La putrefazione consiste nella distruzione degli amminoacidi, con conseguente sviluppo di composti fortemente aromatici derivati dal metabolismo dell'azoto: scatolo, indolo, neurina, ammoniaca, ammine, cadaverina, putrescina, ecc. e dello zolfo idrogeno solforato, mercaptani. I primi sono responsabili di odori pungenti e sgradevoli che ricordano, ad esempio, il pesce marcio, i secondi degli odori sgradevoli che ricordano le uova marce. Si producono con la frollatura (la fase di stagionatura della carne). Sono sostanze tossiche.
La frollatura
Frollatura all'aperto
I vecchi cacciatori facevano frollare all'aperto la selvaggina. Per le lepri, per esempio, usavano come indicatore di frollatura raggiunta quello della comparsa dei primi vermi all'ano della bestia.
La frollatura (proteolisi) e la putrefazione (differenze e similitudini)
Fino a quando permane la rigidità cadaverica, la carne non è adatta per l’alimentazione essendo dura e tigliosa, solo dopo il processo di frollatura (proteolisi), il muscolo diventa vera e propria carne alimentare. La proteolisi è praticamente una putrefazione controllata che avviene a basse temperature per evitare la putrefazione immediata "mediante mantenimento della carne a 0-4 °C e ad un'umidità relativa del 75% per un periodo di 10-14 giorni dopo la macellazione." Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Alterazione_degli_alimenti#cite_note-2

La proteolisi (frollatura) e la putrefazione sono due processi fra loro strettamente correlati in quanto il primo è il preludio al secondo e, in parte, si sovrappongono con intensità via via crescente della putrefazione. La proteolisi consiste nella rottura della struttura primaria delle proteine e, quindi, nello sviluppo di catene polipeptidiche più piccole e di amminoacidiliberi. In generale la proteolisi porta ad un aumento della digeribilità delle proteine ma, anche, ad una potenziale riduzione del loro valore nutritivo.
La frollatura (nella pratica)
La carne è costituita dal tessuto muscolare degli animali. Essa non si può consumare fresca, poiché a causa delle modificazioni fisico-chimiche che si verificano nei muscoli (a partire da quelli più attivi) per accumulo di acido lattico, dopo la macellazione sopravviene il loro blocco per 1-2 giorni detto rigor mortis, che termina circa 70-80 ore dopo. Per raggiungere il giusto grado di "tenerezza" è necessaria allora la frollatura, consistente nel tenere i quarti di macellazione a temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni, con conseguente dissoluzione del tessuto collagene ed una prima alterazione delle cellule del muscolo. Si tratta del disfacimento cellulare che prelude alla vera e propria putrefazione, con formazione di molte sostanze tossiche, le ptomaine, presentanti le reazioni generali degli alcaloidi e dette perciò anche alcaloidi cadaverici, e consistenti in basi organiche provenienti dall'azione dei batteri (in genere decarbossilizzazioni) su sostanze proteiche, lipidi, e acidi nucleici. Le più note sono scatolo, indolo, putrescina, cadaverina, neurina. Da ciò deriva la necessità di sottoporre le carni destinate al consumo non immediato a procedimenti che le rendano conservabili (congelamento, essiccamento, affumicatura, salatura, inscatolamento), o che le trasformino in prodotti non deperibili (es. estratti di carne).
Aldeide malonica
Sostanza derivata dall'ossidazione dei grassi animali. Aumenta durante la putrefazione (quindi già presente prima di essa) e durante la cottura (soprattutto alla griglia). Ha effetti tossici, mutageni e cancerogeni.

Il Prof Robert Shamberg, della Harward Medical School, chirurgo e oncologo presso l'ospedale di Boston (USA) ha individuato in tutte le carni (manzo, vitello, pollo, suino e pesce) la presenza dell'aldeide malonica, noto cancerogeno.

Diversi tipi di cibi commerciali disponibili cotti e crudi, sono stati testati per la presenza di inizio cancerogeno e mutageno dell'aldeide malonica, che è un prodotto avariato, un acido grasso insaturo. Il tiobarbiturico acido derivante dall'aldeide malonica estratto dalla carne, è stato identificato sia nella cromatografia su strato sottile, che dalla cromatografia dopo sililazione. L'aldeide malonica è stata anche identificata direttamente dalla gas cromatografia.

Fra la carne acquistata nel supermercato, il manzo, aveva la più grande quantità di aldeide malonica. Il tacchino ed il pollo cotto, ne avevano alti livelli. La maggior parte dei formaggi avevano solo poche quantità di aldeide malonica. E in contrasto, molti vegetali e frutti avevano sia minuscole quantità o nessuna di aldeide malonica.

Fonte: Pubmed: Malonaldehyde content of food - Shamberger RJ, Shamberger BA, Willis CE.
Amine eterocicliche
Le alte temperature modificano profondamente gli alimenti, che perdono enzimi, vitamine , minerali e antiossidanti e subiscono profonde alterazioni delle proteine, dei grassi e dei carboidrati. I cibi che con l'alta temperatura subiscono maggiori modificazioni e aumentato rischio di cancro sono quelli a maggior contenuto di proteine animali. Gli alimenti sono trasformati dalle alte temperature in moltissimi casi in cibi mutageni e pieni di radicali liberi. Secondo le ultime le ricerche dell’Istituto Nazionale per il cancro del Governo USA (per saperne di più cercare http://cancernet.nci.nih.gov) la cottura ad alte temperature di molti alimenti di origine animale provoca la formazione delle : AMINO-ETEROCICLICHE (2-amino-1-methyl-6-phenil-imidazol(4,5-5-b)pyridine). Queste sostanze sono mutagene e cancerogene . Le AMINO-ETEROCICLICHE (HAs), non esistenti negli alimenti crudi, si formano con la cottura ad alta temperatura della carne, del pesce, del pollo e della carne di maiale. Le AMINO-ETEROCICLICHE sono minuscole molecole che originano quando gli aminoacidi e la creatina dei muscoli con l’alta temperatura reagiscono tra di loro.
Le più importanti AMINE ETEROCICLICHE sono cinque :
1) PhIP
2) MeIQx
3) Di-MeIOx 4,8
4) IQ
5) AaC
LE AMINOETEROCICLICHE sono forti sostanze MUTAGENE e nell’ 80% dei casi sono anche cancerogene. Per sostanze MUTAGENE si intendono dei composti che provocano danni al materiale genetico delle cellule. Nel 1975 il dottor Bruce Ames ha descritto un metodo (TEST DI AMES) per stabilire quanto è mutageno un alimento e quanto è potente l’azione mutagena. I vegetali cotti contengono molto meno sostanze mutagene della carne o del pesce cotti ad alta temperatura e molte volte conservano le loro proprietà antiossidanti. Numerosi ricercatori hanno confermato con la somministrazione a diversi animali di laboratorio con forti quantità di AMINE ETEROCICLICHE la loro azione cancerogena.
I Ricercatori del National Cancer Institute del Governo USA hanno identificato 17 diverse differenti AMINO ETEROCICLICHE che si formano con la cottura a molto alta temperatura di ogni tipo di carne o di pesce. In uno studio recente i Ricercatori della divisione del cancro del National Cancer Institute hanno trovato una connessione tra consumo di carne e cancro dello stomaco, lo studio ha coinvolto 679 persone di cui 176 affetti da cancro gastrico. I Ricercatori hanno trovato che i soggetti che mangiavano la carne molto cotta avevano un rischio 3 volte più alto di cancro dello stomaco di coloro che mangiavano la carne appena cotta. I Ricercatori trovarono che i soggetti che mangiavano carne 4 volte o più la settimana avevano un rischio doppio di cancro gastrico rispetto ai soggetti che mangiavano la carne raramente.
Benzopirene (Idrocarburo policiclico aromatico)

È un prodotto della combustione di materiale organico (rifiuti, nafte, cherosene, ecc.). Si trova nel fumo di sigaretta, nei gas di scarico dei motori Diesel e... nella carne, specie se affumicata o cotta alla griglia (1 kg di carne alla griglia contiene la stessa quantità di benzopirene di 600 sigarette).È cancerogeno (classificato in Categoria 1, come sostanza certamente cancerogena per l'uomo, dall'International Agency for Research on Cancer).




BIBLIOGRAFIA:

1 )Knize e coll .FOOD Chem.33(7):545-51 -1995
2) Anonymus 1993 Cancer newsSummer1993, pag10-12
3) Lawrence1995Science Revue September pag 6-23
4) Layton e coll.1995 Carcinogenesis 16(1):39-52
5) Sinha e coll.Cancer Research 55(20):4516-9 6)Natonal Cancer Institute 1994 Cancer Statistic Reviw, 1973-1991 7) Adamson e coll. Adv.Exp. Med Biol 199569:211-20 8)Bogen KT 1994 Food Chemical Toxicology; 35(6) :505-15 9)Felton e coll. Carcinogenesis 1984;5:95-10 10)Snyderwine EG. Cancer1994;74:1070-7 11) Wakabayashi K e coll.Env.Health Perspective1993;99129-34
Eccetera eccetera... Si potrebbe continuare parecchio, i veleni sono tanti, uno peggiore dell'altro (nel libro "How to Get Rid of the Poisons in Your Body" (ISBN: 0668041145) Gary Null ne contano circa 2700...), ma credo che più o meno il quadretto sia chiaro. Vorrei concludere con un sorriso, citando una battuta dalla striscia a fumetti Dilbert, di Scott Adams.
SOSTANZE AGGIUNTE ALLA CARNE ROSSA E BIANCA (CARNE NON BIOLOGICA).
LA CARNE NON BIOLOGICA CONTIENE TUTTE LE SOSTANZE CANCEROGENE DELLA CARNE BIOLOGICA PIU' TUTTE LE ALTRE SOSTANZE CHIMICHE DI SEGUITO ELENCATE
Integratori di vitamina B12 nel mangime per gli animali

A causa delle condizioni del tutto innaturali di allevamento la B12 è pochissima, del tutto insufficiente, infatti viene addizionata nei loro mangimi. E la B12 da integratore finisce poi nella carne. Quindi la B12 di fatto è SEMPRE QUELLA DEGLI INTEGRATORI. L'onnivoro, quindi, non prende la B12 "direttamente" dalla carne ma dall'integratore che ha assunto l'animale.


Diossina
È un prodotto della combustione di materiale organico contenente cloro o PVC. Il 90% circa dell'esposizione umana alla diossina avviene per via alimentare, attraverso il consumo del grasso contenuto nella carne, nel latte o nelle uova degli animali a loro volta esposti a diossina. È una sostanza cancerogena (Categoria 1 dell'IARC), considerata tra i più potenti veleni conosciuti. Causa leucemie, linfomi, sarcomi, infertilità, malformazioni del feto, immunodeficienza, patologie dermatologiche, ecc.
UN CANCEROGENO RICONOSCIUTO
I danni causati dalle diossine sono di diversa natura. In primo luogo, nell’esposizione acuta e a grandi quantità si producono ulcerazioni della pelle, ed è la pelle il primo bersaglio anche delle esposizioni meno forti, con una malattia chiamata cloracne, molto caratteristica perché si manifesta inizialmente con lesioni simili a grandi “punti neri”. Detto questo, già dal 1997 la IARC di Lione (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) l’ha riconosciuta come agente cancerogeno, e due anni prima aveva fatto la stessa cosa l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (l’EPA). Sono stati messi in luce anche effetti sull’apparato riproduttivo e quanto è avvenuto a Seveso ha confermato questo dato. In una ricerca pubblicata da Lancet nel 2000, a firma di Paolo Mocarelli, del Dipartimento di medicina di laboratorio dell’ospedale di Desio, si è dimostrato che l’esposizione alla diossina nell’uomo, soprattutto prima dei 19 anni, determina una minore capacità di procreare figli maschi. Nella popolazione di Seveso colpita dalla diossina nella fase prepuberale, infatti, si è avuta la nascita di 50 bambini e 81 bambine quando di solito il rapporto è di 106 a 100. Nello studio, inoltre, si è dimostrato che questo effetto si presenta anche quando nel genitore vi erano concentrazioni di diossina nel sangue molto basse.
LA DIOSSINA: UN SOTTOPRODOTTO DELL'INDUSTRIA DEL CLORO
Le diossine vengono generate come sottoprodotti non voluti di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati. Le emissioni industriali di diossine possono essere trasportate per grandi distanze dalle correnti atmosferiche, e, in misura minore, dai fiumi e dalle correnti marine.
Questa è la ragione della presenza di diossine in tutto il mondo. Anche se la loro produzione cessasse, i livelli già presenti nell'ambiente impiegherebbero anni prima di diminuire. Le diossine infatti sono sostanze persistenti, per la cui degradazione sono necessari decenni o secoli, e che possono essere riciclate continuamente in diversi comparti ambientali.
L'esposizione dell'uomo alle diossine ha luogo quasi esclusivamente attraverso l'assunzione di cibo, soprattutto carne, pesce e latticini. In casi di esposizione di soggetti a concentrazioni particolarmente elevate di diossine (ad esempio per esposizione accidentale o sul lavoro), si è potuto constatare la capacità di questi composti a ridurre la fertilità, le capacità di sviluppo e quelle di immunodifesa oltre che l'insorgenza di tumori. I risultati di recenti studi dimostrano che le concentrazioni di diossine nei tessuti umani nella popolazione generale (dei paesi industrializzati) hanno già raggiunto o quasi livelli ai quali si possono verificare effetti negativi sulla salute. Le più recenti ricerche sugli effetti delle diossine sugli organismi viventi includono:
1) elevata sensibilità degli embrioni e dei feti di pesci, uccelli, mammiferi e uomo agli effetti tossici delle diossine. Per quanto riguarda l'uomo, gli effetti sullo sviluppo, osservati dopo un'esposizione accidentale elevata, comprendono: mortalità prenatale, riduzione della crescita, disfunzione di organi quali il sistema nervoso centrale (ad esempio, danni allo sviluppo intellettivo), alterazioni funzionali, ivi inclusi effetti sul sistema riproduttivo maschile.
2) alterazioni cellulari del sistema immunitario, variazioni nei livelli di testosterone (ormone sessuale maschile), nonché variazioni nella produzione di altri ormoni ed enzimi, possono verificarsi nell'uomo già a livelli (carichi corporei) di diossine attualmente riscontrati nella popolazione generale dei paesi industrializzati, o a concentrazini molto vicine a questi. Per soggetti la cui esposizione alla diossina è più elevata della media (dovuta, per esempio, ad una dieta prevalente a base di pesce o mammiferi marini), i rischi di effetti negativi quali la possibilità di riduzione del numero di spermatozoi, danni al sistema immunitario ed endometriosi, sono più elevati.
3) Gli effetti biologici delle diossine sembrano dipendere più dalla loro presenza in particolari organi e/o stadi vitali piuttosto che dall'entità quantitativa dell'esposizione. Studi di laboratorio hanno dimostrato che l'esposizione a dosi bassissime di diossina durante un periodo critico brevissimo nel corso della gestazione è sufficiente ad influire negativamente sulla salute del feto.
4) Nei paesi industrializzati, i livelli di diossina presenti nel latte umano fanno spesso sì che i lattanti assumano quantità di diossina di gran lunga superiori alla TDI proposta dall'OMS. Questo fenomeno è ancor più preoccupante se si considera che le stime dei rischi alla salute dovuti alle diossine non tengono conto di altre sostanze chimiche, quali i bifenili policlorurati (PCB), alle quali siamo esposti. La presenza contemporanea di questi composti in un organismo può indurre effetti cumulativi o addirittura sinergici rispetto a quelli indotti dai singoli inquinanti.
5)La diossina è cancerogena per l'uomo e per gli animali. L'EPA ha stimato che l'attuale esposizione di fondo della popolazione generale alle diossine determina un rischio di contrarre tumore variabile da 1/1.000 a 1/10.000 cittadini. Fonte: http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/2006_pesticidi/classici/emdiox.html
Nitrati e nitriti


Sali di azoto utilizzati come conservanti (soprattutto nei salumi e negli insaccati). I nitriti, e in particolare il nitrito di sodio, utilizzato come conservante (E250) e stabilizzatore del colore nelle carni e nel pesce, possono causare tumori (cervello, stomaco, pancreas e colon). I nitrati sono di per sé innocui, ma in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione) possono trasformarsi in nitriti.

Carcinoma of the stomach: A review of epidemiology, pathogenesis, molecular genetics and chemoprevention.
Ingredienti oculatamente nascosti con vari stratagemmi.
Leggendo questa scritta sembra non ci siano conservanti, questo è rassicurante e induce a non controllare ulteriormente il prodotto





Invece, leggendo l'etichetta, si trovano in modo chiaro tutti gli ingredienti, tra cui il: "nitrito di sodio"




Nitrosammine
Sostanze che si ottengono per reazione dei nitriti (ad esempio nel corso della cottura o della frittura, o nell'ambiente acido dello stomaco). La Food and Drug Administration ha definito le nitrosammine “uno dei più potenti gruppi di sostanze cancerogene mai scoperto”. Questi composti provocano mutazione genetica tramite alchilazione del DNA, e la loro assunzione alimentare è associata col cancro dello stomaco e col cancro esofageo.
Fonte scientifica: PMID: 16865769 Nitrosamine and related food intake and gastric and oesophageal cancer risk: a systematic review of the epidemiological evidence.
Antibiotici
Sono usati per curare gli animali malati o anche a scopo preventivo (a causa delle condizioni in cui vivono gli animali negli allevamenti industriali). Possono rimanere nella carne macellata e, assumendoli senza necessità, si può determinare una condizione di farmaco-resistenza (che limita l'efficacia degli antibiotici indebolendo l'organismo).
Stimolatori della crescita
Ormoni, steroidi, anabolizzanti, ecc. Utilizzati dagli allevatori per incrementare la resa ponderale degli animali. Ne esistono moltissimi. Tra gli altri ricordiamo il DES (dietilstilbestrolo), un estrogeno sintetico teratogeno e cancerogeno (causa adenocarcinoma vaginale, neoplasia squamosa della cervice, adenosi vaginali, malformazioni cervicali e tubariche, ipoplasia testicolare, ecc.) utilizzato in passato anche nelle carni liofilizzate ed omogeneizzate destinate all'infanzia. Gli steroidi anabolizzanti possono determinate disturbi dello sviluppo puberale, anomalie del ciclo mestruale, ginecomastia, diminuzione del numero degli spermatozoi, diminuzione della libido, sterilità, malformazioni fetali e, a lungo termine, tumori (soprattutto epatici e prostatici). L'Unione Europea ha bandito l'uso di queste sostanze e non consente l'importazione di carne prodotta con l'uso di steroidi anabolizzanti. A causa della debolezza e dell'inefficienza dei controlli, tuttavia, è probabile che anche in Italia circoli una grandissima quantità di carne proibita.
Diserbanti e pesticidi

La biomagnificazione o bioamplificazione è il processo di bioaccumulo di sostanze tossiche e nocive negli esseri viventi con un aumento di concentrazione di queste sostanze all'interno degli organismi dal basso verso l'alto della piramide alimentare. Quindi consiste nell'amplificazione di un contaminante andando verso i livelli più alti di una catena trofica.

Un esempio classico ne è il metilmercurio, molto diffuso nel Mar Mediterraneo. Il mercurio proveniente attraverso i fiumi dagli scarichiindustriali e il metano dai giacimenti di gas naturale.

Per effetto della biomagnificazione diviene potenzialmente pericoloso mangiare pesci di grossa taglia come tonni, pesci spada e squali, in quanto occupando i piani alti della piramide alimentare accumulano grandi quantità di metilmercurio, sostanza molto tossica.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Biomagnificazione
La carne contiene fino a 14 volte più residui che i vegetali.



Sappiamo che 50 degli agenti chimici utilizzati sono sospettati di causare il cancro. Sappiamo che la carne contiene residui circa 14 volte superiori a quelli presenti nei vegetali. Ci sono tracce di pesticidi in quasi tutto il cibo che mangiamo.Sappiamo che senza il bisogno di nutrire animali, i coltivatori potrebbero tornare alla rotazione delle colture. Potrebbero coltivare organicamente e voltare le spalle a questi derivati del gas nervino. Pretese costanti affinché la terra produca più raccolti per nutrire più animali non sono sostenibili. Questi gonfiati livelli di produzione possono essere raggiunti solo temporaneamente…inondando il suolo di costosi fertilizzanti a base di nitrogeno. Una parte di nitrogeno finisce nei fiumi… incalzando la crescita di alghe, aumentando la crescita di batteri e soffocando tutta la vita dall’acqua.Alcuni finiscono nelle riserve del sottosuolo… e tuttavia se smettessimo di mangiare animali l’intera popolazione potrebbe essere sfamata da solo il 30% della terra senza il bisogno di fertilizzanti chimici. Respirerebbe di nuovo, si rigenererebbe, recupererebbe la sua salute.
Mangimi OGM

I mangimi animali sono per la maggior parte importati e sono geneticamente modificati. Il tutto a norma di legge. Ha fatto scalpore la decisione dell'aprile 2004 di autorizzare l'importazione del mais transgenico BT11, perche' era la prima volta che un'autorizzazione veniva data dopo anni di moratoria (dal 1998).[VITA2004]

E' importante sapere, tuttavia, che in tutti questi anni sono sempre stati importati e usati alimenti OGM per il consumo animale (animali che vengono poi consumati dai cittadini europei) senza alcuna regola da rispettare. Da aprile 2004 esiste l'obbligo di etichettatura sia per cibi destinati all'alimentazione umana sia per i mangimi animali, ma NON esiste l'obbligo di dichiarare che gli animali stessi sono stati nutriti con gli OGM. [MIT2004]

Eppure gli OGM usati nel consumo umano sono una quantita' irrisoria rispetto a quelli usati per il consumo animale: il 90% degli OGM che vengono importati in Europa (soprattutto soia) vanno a finire nei mangimi per animali e nella produzione di oli e amidi. [ARPA2002]

Soia, mais e colza costituiscono, insieme al cotone, il 98% circa delle coltivazioni OGM nel mondo [ISAA2003] e il loro maggiore utilizzo avviene sotto forma di mangimi destinati a pollame, suini, bovini, pesci. Basti pensare che il 78% del mais usato in Europa (importato o di produzione locale che sia) e' destinato non al consumo umano, ma ai mangimi per animali [FAO2001].

Per la precisione, nel 2002, la superficie mondiale coltivata con piante GM era di circa 59 milioni di ettari, situata soprattutto in USA (66% della superficie totale OGM), Argentina (23%), Canada (6%) e Cina (4%). In Europa, esiste solo una piccola produzione commerciale di OGM. I vegetali GM coltivati sono per lo piu' soia (37 milioni di ettari, il 62% del totale), mais (12 milioni di ettari, 20% del totale, cotone (7 milioni di ettari, 12%), e colza (3 milioni di ettari, 5%). Le caratteristiche principali dei vegetali GM sono la tolleranza agli erbicidi (come il Roundup Ready) e la resistenza agli attacchi degli insetti. [DEN2003]

Dai dati forniti dal Ministero della salute, che ha verificato la contaminazione relativa alla presenza di Organismi geneticamente modificati su soia e mais ad uso zootecnico importati nel nostro Paese, risulta che la presenza di OGM risulta confermata per il 91% dei campioni di soia analizzati e per il 12% dei campioni di mais. [AIAB2001]

Risultati simili ci vengono da uno studio eseguito nel 2003 in Danimarca, a cura del "Danish Plant Directorate", in cui il 100% dei 91 mangimi a base di soia risultavano contenere un'alta percentuale di soia GM, mentre per il mais la percentuale risultava molto minore, 21% (su 19 mangimi analizzati). D'altra parte, l'importazione di mais e' molto minore di quella di soia: nel 2001, l'Europa ha prodotto 41 milioni di tonnellate di mais e ne ha importate 10 milioni. [DEN2003]

Riferimenti
[AIAB2001] Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, "DENUNCIA AIAB SU OGM NEI MANGIMI PRELEVATI IN AZIENDE ZOOTECNICHE BIOLOGICHE", 25-9-2001, http://www.aiab.it/nuovosito/informazione/brevi/?498
[FAO2001] Database FAO, Food Balance Sheet, http://apps.fao.org/
[FAB2001] E. Moriconi, "Le fabbriche degli animali", Ed. Cosmpolis, 2001
[ARPA2002] USL Modena, ARPA, Provinica di Modena, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna Sezione di Modena, "Oltre i geni - Alimenti transgenici", 2002
[ISAA2003] Rapporto ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications), sull'andamento della diffusione commerciale degli OGM vegetali, http://www.isaaa.org/
[BIOTEC2003] S. Bonny, "Why are most Europeans opposed to GMOs? Factors explaining rejection in France and Europe", Electronic Journal of Biotechnology ISSN: 0717-3458, Vol.6 No.1, Issue of April 15, 2003, http://www.ejbiotechnology.info/content/vol6/issue1/full/4/
[DEN2003] Danish Plant Directorate, "Genetically modified soya and maize products in animal feed", 2003, http://www.pdir.dk/Files/Filer/English/Feeding_stuffs/gmoreport_2003.pdf
[VITA2004] P. Ricard, "L'UE apre le porte agli Ogm", Vita on-line, 19/05/2004, http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=43778
[MIT2004] Ministro per l'innovazione e le tecnologie - Centro Studi, "Gli OGM nella Ue - Dossier" [vISPO2004] "Indagine COLDIRETTI-ISPO sulle opinioni degli italiani sull'alimentazione", 2004
BSE e nuova variante della Malattia di Creutzfeldt-Jakob
L'evidenza ormai indiscussa che riconosce il coinvolgimento dello stesso agente eziologico nella BSE e nella vCJD suggerisce che siamo di fronte alla rottura della barriera interspecie, che ha fatto sì che la BSE sia stata trasmessa all'uomo, presumibilmente attraverso la dieta. Ciò è accaduto perché animali erbivori sono stati trasformati in carnivori ed addirittura cannibali nell'ottica di una maggior produzione di carne per scopi alimentari, fonte di immensi profitti. D'altra parte le risorse alimentari fisiologiche di questi animali non appaiono più sufficienti per sfamare il grande numero di individui necessario per far fronte alle richieste del mercato. Fonte scientifica: BSE e nuova variante della Malattia di Creutzfeldt-Jakob
Olio esausto nei mangimi

In una Europa già attraversata dalla crisi BSE (1999), esplose la vicenda dei mangimi animali contenenti diossina, una sostanza cancerogena. La vicenda portò il comitato veterinario dell’Unione europea a imporre il ritiro e il divieto di commercializzazione di polli, uova e prodotti derivati provenienti dai 416 allevamenti del Belgio. La contaminazione, secondo le ricostruzioni eseguite, furono provocate da una fabbrica di mangimi fiamminga, la Verkest, che oltre a grasso di scarto e carcasse di animali, avrebbe utilizzato residui di olii minerali per automobili e trasformatori elettrici.

All’inizio di novembre 2004 è stato lanciato un nuovo allarme alimentare in Olanda, in Germania e in Belgio,dopo aver scoperto che scarti della lavorazione (buccia) provenienti da un produttore patate fritte contaminate con diossina erano stati utilizzati come mangimi per animali da reddito, in particolare mucche da latte. Le patate erano state contaminate dopo essere venute a contatto, in una fase della produzione, con della caolina (tipo di argilla) contenente diossina. L’attività di quelle fattorie che avevano acquistato e utilizzato questo mangime sono state immediatamente bloccate.
La commissione dell’Unione europea annunciò che la situazione non rappresentava un rischio per il consumatore. Il latte contaminato ottenuto da animali così nutriti era giunto infatti al consumatore mescolato con quello proveniente da numerose altre fattorie non toccate dal problema. In questo modo, del tutto involontario, la concentrazione di diossina – secondo gli addetti ai lavori - era stata diluita ad un livello tossicologicamente trascurabile. La diossina quindi di nuovo al centro dell’attenzione in Europa e ancora una volta in relazione all’impiego di rifiuti dell’industria alimentare utilizzati per la produzione di mangimi.

http://www.vegetariani-roma.it/veganismo-2/aspetto-scientifico-2/521-cosa-contiene-la-carne.html

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